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Estate di San Martino data, cos’è, da dove nasce: tra leggenda e tradizione

L’Estate di San Martino – che in questo 2019 non sembra affatto presentarsi puntuale – è generalmente intesa come il periodo compreso tra la giornata dell’11 e quella del 13 novembre. Si caratterizza come un lasso di tempo atmosferico contrassegnato da condizioni climatiche piuttosto miti che possono riguardare, in linea più generale, le prime due settimane del mese. Nell’emisfero boreale, questi giorni presentano spesso una situazione generale di alta pressione, con assenza (o quasi) di precipitazioni e giornate piuttosto calde e soleggiate.

Estate di San Martino: la spiegazione meteorologica del fenomeno

Osservando il ‘fenomeno’ dell’Estate di San Martino da un punto di vista meteorologico si può spiegare la situazione con il fatto che – proprio in questo periodo dell’anno – si possono verificare anticicloni che, unitamente al fattore geologico che vede la Terra ancora tiepida dopo la stagione estiva, ‘assicurano’ una situazione di bel tempo e un innalzamento repentino delle temperature. Purtroppo, però, la situazione attuale sembrerebbe confermare il contrario. Le previsioni meteo di questi giorni individuano un fronte depressionario proveniente dall’Atlantico portatore di rovesci su gran parte dell’Italia e perfino nevicate sui rilievi alpini, e che raggiungerà il suo culmine proprio nei giorni tra l’11 e il 13 novembre.

Tra leggenda e tradizione

Dove ha origine l’Estate di San Martino? Secondo la leggenda del santo oggi celebrato, San Martino da Tours era un legionario romano che – durante una spedizione militare in una rigida giornata invernale – divise in due il proprio mantello per donarlo a un mendicante, seminudo e infreddolito, incontrato per strada. Si narra che dopo questo gesto il cielo si sia improvvisamente rasserenato e l’aria addolcita. In quella stessa notte, stando alla leggenda, Martino sognò Gesù che gli restituiva la parte di mantello donata. Quando al risveglio Martino trovò il mantello intatto, decise dunque di convertirsi immediatamente al cristianesimo e lasciare l’esercito romano. Ecco allora che, secondo la tradizione popolare cristiana, ogni anno – in concomitanza con l’anniversario della morte avvenuta l’11 novembre – si verifica un’interruzione dei primi freddi autunnali.

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