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Estèe Lauder, spot ingannevole: multa dell’Antitrust di 400 mila euro

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato il 27 febbraio scorso ha sanzionato il noto brand Estèe Lauder, tra i primi al mondo nel settore della cosmesi, perché autore di uno spot pubblicitario antirughe definito ‘ingannevole’. La società, quindi, si troverà costretta a pagare una multa salatissima che ammonta a 400 mila euro. La pubblicità sotto accusa riguarda la linea di prodotti antirughe “Repairwear Laser” a marchio Clinique, promossa via internet, carta stampata, spot tv e confezioni, che paragona gli effetti ‘miracolosi’ di una crema antirughe a quelli dei trattamenti estetici con laser.Revitalift Laser X3

Per l’Antitrust si tratta di un confronto ingannevole mirato ad indurre i clienti all’acquisto del prodotto in questione, promettendo risultati illusori. Un paragone inappropriato che – riferisce l’Autorità – “E’ costruito in modo da indurre i consumatori all’acquisto, anche sulla base dei costi più bassi e della mancanza di controindicazioni rispetto all’utilizzo del laser”. L’analisi condotta da un perito incaricato ha inoltre appurato che il paragone tre le percentuali di miglioramento ottenute con i due diversi trattamenti antirughe – crema cosmetica e terapia laser – era rilevata in ambiti affatto omogenei. Si tratta infatti di tempi d’azione, modalità di utilizzo ed efficacia non assimilabili tra loro. La diffida inoltrata alla società statunitense impone che la stessa provveda, entro 60 giorni, ad assumere iniziative che interrompano la diffusione di siffatti messaggi pubblicitari ingannevoli.

L’Orèal invece, a fronte dell’impegno assunto nei confronti dell’Autorità Garante, eviterà in futuro campagne pubblicitarie di prodotti cosmetici la cui efficacia sia paragonata a quella di trattamenti di altra natura rispetto a quelli sponsorizzati. La società francese si è impegnata inoltre a modificare in tal senso le confezioni dei prodotti della linea Revitalift Laser X3 e in futuro gli spot trasmessi in Italia dal gruppo potranno essere diversi rispetto a quelli diffusi in altri Paesi.

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