in ,

#Eternit, l’hashtag spopola il giorno dopo la prescrizione: le reazioni dei politici su Twitter

L’Hastag #Eternit diventa virale il giorno dopo la sentenza della Cassazione che ha certificato la caduta in prescrizione del reato di disastro ambientale a carico del magnate svizzero Stephan Schmidheiny. Tanti i politici e gli uomini delle istituzioni che hanno affidato lo sdegno e l’indignazione a Twitter. Così il premier Matteo Renzi: “La giustizia deve essere tempestiva. Non possiamo cedere davanti alla prescrizione. I processi devono essere veloci e giusti” e YouDem, l’account twitter della tv democratica ne diffonde sui social l’altra dichiarazione: “La prescrizione non può impedire di dire cosa sia giusto o no”.

Obbligati nei famosi 140 caratteri, sono in tanti a chiedere al governo di intervenire: dalla Cgil (#Eternit, sentenza che alimenta sfiducia in istituzioni”), la cui segretaria Susanna Camusso chiede di approvare un decreto sulla decadenza della prescrizione, a Legambiente che scrive: “#Eternit, una vergogna. Chiediamo introduzione reati ambientali in codice penale per evitare prescrizioni disastri simili”. “Rimettere mano alla prescrizione” è anche la richiesta di Luigi Zanda, capogruppo del Pd al Senato, diffusa in rete da gruppo Senatori Pd. Proprio a Zanda risponde il senatore 5stelle Carlo Martelli: “Il Pd si dissocia dalla prescrizione sul caso #Eternit- scrive- si dissociano ipocritamente da se stessi!”. E dal Piemonte5stelle dicono: “#Eternit sentenza assurda, la regione si costituisca parte civile in tutti i processi”. E i democratici del Piemonte, la regione di Casale Monferrato: “Anni di lotta contro l’amianto non vanno in prescrizione”. E in un altro tweet: “In Sblocca Italia prevista parte rimozione, problema difficile ma ce la faremo”.

Ma non finisce qui. Anche in questo caso la rete diventa terreno fertile per slogan facili e prove di campagna elettorale: “30 anni di processo #Eternit reato prescritto, nessun colpevole. Vergogna” scrive Giorgia Meloni e viene ritwittata circa 300 volte. “Migliaia di morti per l’amianto, nessun colpevole. In Italia la giustizia non esiste, bisogna ribaltare leggi e tribunali” picchia duro Matteo Salvini e lo condividono in più di 400. E la responsabile per la sanità di Forza Italia Melania Rizzoli: “#Eternit Le migliaia di morti per mesotelioma pleurico e peritoneale da amianto non sono prescritti. E quelli che moriranno non prescrivibili”. Peccato che nel 2005, ai tempi dell’approvazione della ex Cirielli sull’estensione dell’istituto della prescrizione, Salvini, Meloni e Rizzoli facessero già politica a vario titolo all’interno dei partiti che ne sostennero l’approvazione. Perché il patron dell’amianto non è stato affatto dichiarato innocente. La prescrizione, al contrario, indica che i tribunali italiani ne riconoscono la colpevolezza ma non possono procedere, essendo il reato come “scaduto”. Lo sa bene il democratico Ermete Realacci che su Twitter si rammarica: “Forse la legge è stata rispettata, ma non si è fatta giustizia”. Così la compagna di partito Laura Puppato: “La migliore risposta alla sentenza su eternit è portare d.l. su reati ambientali subito al voto, aumentando termini prescrizione”. E il Presidente del Senato Pietro Grasso: “Da 15 anni chiedo revisione prescrizione. Basta con la politica del coccodrillo, di chi piange dopo per quel che non ha fatto prima”.

Anche se per qualcuno il problema non è la prescrizione in sé quanto piuttosto i tempi della giustizia: “Su #Eternit ci si dovrebbe aspettare dal Governo Renzi un intervento per rendere veloci i processi” scrive l’ex presidente della Regione Lazio Renata Polverini. Su una linea simile il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi: “#eternit uccisi 2 volte. Da chi sapeva e non è intervenuto. E poi da una giustizia che in18 anni non accerta la verità e si arrende”. E mentre Gianni Alemanno addossa la colpa al “potere delle multinazionali nell’economia globale”, Nichi Vendola scrive: “Il dolore e l’indignazione dei familiari di chi è morto per colpa #Eternit è il sentimento più vero e sincero di queste ore”. Una curiosità: l’account twitter del Pd di Porto Alegre interviene scrivendo che in Brasile l’amianto si chiama brasilite e viene usato ancora oggi. Imbattuto su tutti resta Roberto Saviano: “L’Italia è una Repubblica fondata sull’Istituto della Prescrizione” aveva scritto ieri ed era stato retwittato più di 500 volte.

Knockout game colpito un anziano a Roma

Roma, anziano vittima del “Knockout game”: rischia di perdere un occhio

marino announo

AnnoUno: Marino “Stiamo ricostruendo la città”, Lotito apostrofa i bambini africani