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Ettore Majorana vivo tra il 1955 e il 1959: tutta la verità sul fisico italiano

La vicenda del fisico catanese Ettore Majorana resterà per sempre avvolta nel mistero, ma la Procura di Roma ha messo un punto fermo, avendo accertato che il geniale scienziato nato nel 1906 e scomparso nel 1938 in seguito ad un viaggio a bordo di un piroscafo che da Palermo lo avrebbe portato a Napoli, si trasferì all’estero in modo “volontario” forse perché spaventato dalle sue scoperte sull’atomo. I magistrati romani avevano riaperto l’inchiesta nel 2008 in seguito alla testimonianza di Francesco Fasani, un meccanico, deceduto pochi anni fa, che durante la trasmissione di Rai3 c e poi agli inquirenti dichiarò di avere conosciuto nel 1955 a Valencia, in Venezuela, Ettore Majorana, che si faceva chiamare Bini.

Fasani, come si legge nei verbali delle sue deposizioni descrisse Majorana come: “Uomo di mezza età, con cui non entrò mai in intimità stante una esasperata riservatezza, continuandolo a chiamarlo sempre “signor Bini” e senza mai apprenderne il nome di battesimo, frequentazione caratterizzata dal fatto che Fasani lo accompagnava spesso nell’autovettura in possesso di Bini, una StudeBaker di colore giallo”. Fasani raccontò anche che Majorana non amava frequentare altri immigrati italiani e che avrebbe convissuto con una donna di San Raphael. Fasani dunque, si occupava di tenere in ordine la macchina di Majorana, e in un’occasione, in cambio di un prestito di denaro, ottenne di farsi scattare una foto insieme, proprio su dei gradini di uno sportello di cambio, un luogo molto significativo per gli inquirenti.

La fotografia, fu poi spedita come cartolina di saluti a dei suoi parenti italiani con dietro la scritta Bini-Majorana e la data 12 giugno 1955 Valencia, Venezuela. Nelle audizioni Fasani ha spiegato di aver saputo della vera identità di Majorana, solo in un secondo momento quando a rivelarglielo fu un certo signor Carlo rappresentante della comunità italiana, mai individuato dai magistrati. Dall’esame, condotto dai Ris dei Carabineri, dei dati fisiognomici presenti nella cartolina comparati con quelli dei parenti del fisico catanese, ed in particolare con quelli del padre Fabio, è emerso che: “I risultati ottenuti dalla comparazione hanno portato alla perfetta sovrapponibilità delle immagini di Fabio Majorana e di Bini-Majorana, addirittura nei singoli particolari anatomici quali la fronte, il naso, gli zigomi, il mento e le orecchie, queste ultime anche nella inclinazione rispetto al cranio”. Un’altra cartolina che Fasani prelevò dall’auto del signor Bini è risultata essere stata autenticamente firmata dallo zio Quirino Majorana. Il Procuratore aggiunto Laviani ha concluso che: “Il reperimento di siffatta missiva nell’auto di Bini conferma la vera identità di costui come Ettore Majorana, stante il rapporto di parentela con lo zio Quirino, la medesima attività di docenti di fisica e il frequente rapporto epistolare già intrattenuto tra gli stessi, avente spesso contenuto scientifico”.

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