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Ettore Scola, 10 film da recuperare: il ritratto di un’Italia che non c’è più

Ettore Scola è morto ieri sera nel reparto di cardiochirurgia del Policlinico di Roma, città che ha sempre amato e raccontato nei suoi innumerevoli film: ecco 10 pellicole da recuperare assolutamente per ammirare il ritratto che il grande regista ha fatto del nostro Paese.

Sono molti i film e documentari girati a Roma e in Italia con i quali il grande regista Ettore Scola ha voluto omaggiare e raccontare il Bel Paese. Il primo ritratto italiano risale al 1969 con “Il commissario Pepe”, film nel quale Scola mette in luce il perbenismo di una città qualunque del nord est dove ciò che conta è solo la facciata: ecco allora che ci si trova davanti a uomini che durante la settimana frequentano prostitute, anche minorenni, e poi la domenica si mostrano nell’abito della festa durante la messa. Il suo impegno in film socialmente importanti continua con “Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca)”, film che valse a Marcello Mastroianni il premio per la migliore interpretazione maschile al 23° Festival di Cannes. Procedendo in ordine cronologico, da non perdere è la visione di “C’eravamo tanto amati” che, considerato il suo capolavoro, ripercorre 30 anni di storia italiana grazie anche alla partecipazione di grandi attori e di grandi personaggi simbolo di quegli anni.

Ettore Scola diventa da quel momento uno dei registi italiani più rilevanti nel panorama cinematografico nazionale ed internazionale: tra le sue pellicole successive ricordiamo sicuramente “Una giornata particolare”, pellicola in cui Scola racconta l’Italia e la Roma fascista grazie ad una spettacolare interpretazione di Sofia Loren e Marcello Mastroianni. Una terrazza romana e un gruppo di intellettuali di sinistra sono invece i protagonisti di “La terrazza”: dopo il suo capolavoro del 1974, Ettore Scola nel 1987 con “La Famiglia” torna a far impazzire la critica raccontando la famiglia borghese tipo grazie ad una visione dall’interno di un nucleo familiare del rione Prati di Roma. Anche con il passare degli anni Scola continua a raccontare l’Italia da ogni punto di vista: con “Splendor” omaggia il grande cinema italiano, con “La cena” racconta storie di vita comune, con “Concorrenza sleale” torna al tema del periodo nazista e delle leggi razziali e, infine, con “Gente di Roma” del 2003 racconta dei moderni romani e degli aneddoti a loro attribuiti. Avevamo detto 10 film da recuperare ma ne esiste un undicesimo: si tratta di uno dei suoi ultimi lavori e risale al 2013 quando, sorprendendo tutti, si rimette alla regia per “Che strano chiamarsi Federico”, un omaggio al grande Federico Fellini.

(Foto: Facebook)

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