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Eutanasia, confessione shock di un ex anestesista: “Ho aiutato a morire un centinaio di persone”

Sconvolgenti le dichiarazioni fatte da Giuseppe Maria Saba, oggi pensionato 87enne, ex anestesista e ordinario di Anestesiologia e Rianimazione prima all’università di Cagliari e poi alla Sapienza di Roma: “Ho aiutato a morire un centinaio di persone”. Parole shock estrapolate da una lunga intervista pubblicata oggi sulle pagine de L’Unione Sarda, destinata certamente a fare discutere.eutanasia

Saba non la chiama anestesia letale, piuttosto dolce morte: “L’ho favorita ogni volta che mi è stato possibile, almeno un centinaio nella mia carriera. L’ho fatta anche per mio padre e mia sorella”. Le sue rivelazioni riaprono il dibattito su una questione etica che divide, da sempre, l’opinione pubblica in Italia. Tuttavia, sembrano essere tantissimi i cittadini italiani che ogni anno si rivolgono all’associazione Exit Italia – la Onlus fondata nel 1996 e presieduta da Emilio Coveri che rappresenta il maggior interlocutore nel nostro Paese per chi ha scelto di ricorrere all’eutanasia -per chiedere di poter ricorrere a tale pratica.

Fenomeno del resto confermato anche dallo stesso Giuseppe Maria Saba nella sua intervista: “La dolce morte è una pratica consolidata in tutti gli ospedali italiani ma per ragioni di conformismo e di riservatezza non se ne parla”.

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