in ,

Evelina Flachi intervista: consigli di dieta tra carne rossa e veganesimo

Dopo la notizia delle nuove linee guida dell’Oms sul consumo di carne rossa e di quella trattata, abbiamo intervistato Evelina Flachi, Specialista in Scienza dell’Alimentazione, Nutrizionista e Presidente di Food Education Italy, per avere un suo parere in merito.

La carne rossa è stata definita ‘probabile cancerogeno per l’uomo’ mentre quella trattata ‘cancerogena per l’uomo’. Che cosa ne pensa?

La carne rossa si può mangiare una o due volte a settimana, se inserita in un contesto alimentare come quello dell’Italia, dove facciamo consumo di vegetali e ortaggi che in altri Nazioni non fanno come noi. Il quadro alimentare va considerato in uno stile di vita che ovviamente può essere diverso persona a persona e da Paese a Paese; bisogna essere certi della provenienza, così come della qualità e delle parti utilizzate.

Quanto è importante la cottura?

Abbiamo visto braci dove il fuoco tocca la carne, carne annerita, che può prevedere, quindi, un’alterazione del prodotto, ma di qualsiasi prodotto: anche una verdura se la facciamo troppo grigliata e se bruciata diventa tossica. La modalità di cottura è molto importante per ogni alimento anche in relazione alle parti scelte.

E sulla carne trattata?

I nostri disciplinari di produzione e confezionamento garantiscono il consumatore con prodotti DOP e IGP italiani di qualità che, se consumati nelle quantità consigliate di 50 g una o due volte alla settimana, non creano l’allarmismo. Chiaramente tutto va visto nell’ambito della dose utilizzata in un quadro alimentare giornaliero che spesso prevede eccessi in genere e scarsa attività fisica. Se ci rapportiamo alla maggior parte degli americani che più o meno tutti i giorni mangiano panini con strati di salse, carne, bacon e formaggio, come possiamo dire qual è per noi, che abbiamo diverse abitudini alimentari, la causa di questo problema. Bisogna tener conto che l’Italia è il secondo Paese più longevo del mondo. Se ci attenessimo all’equilibrio e alla varietà della nostra dieta mediterranea, considerata patrimonio immateriale dell’umanità dall’UNESCO, potremmo evitare questo rischio. La nostra dieta mediterranea offre un largo consumo di cereali integrali, frutta, ortaggi, legumi, che si alternano alla carne, al pesce, alle uova, ai formaggi e agli insaccati di qualità: è bene fare scelte variate, moderate nella quantità, ma di qualità. In Italia lo possiamo fare perché abbiamo delle filiere di produzione industriale garantite.

Al momento sta lavorando anche con Expo, che cosa ci racconta a riguardo?

Il tema dell’educazione alimentare, ampiamente trattato in Expo, sarà una delle eredità di questo importante evento per l’Italia. Faremo cultura sul cibo, cominciando dalla scuola, per garantire già da piccoli la conoscenza e la consapevolezza delle scelte alimentari più salutari, utili a prevenire eventuali futuri problemi di salute nel tempo, si insegna anche ad evitare gli sprechi, puntando sulla sicurezza e sull’ecosostenibilità. 

Sulla dieta vegana che cosa ci dice?

Può essere legata a delle motivazioni emotive e filosofiche che vanno rispettate. Come qualsiasi altra dieta va equilibrata per dare all’organismo tutti i nutrienti che possiamo trovare anche nel mondo vegetale. Basta che vengano ben abbinati tra loro e inseriti quotidianamente. La moderazione di alcuni nutrienti è importante anche nella dieta vegana. In alcuni casi è meglio avere una guida professionale per un’impostazione personalizzata della dieta per poi viverla tranquillamente, come per tutte le scelte estreme.

Fiorentina PAOK probabili formazioni

Verona – Fiorentina: probabili formazioni

previsioni meteo poppea 10-11 maggio

Previsioni meteo 29 ottobre: maltempo al centro nord, allerta in Toscana e Veneto