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Ex Ilva-ArcelorMittal, stop alla produzione a Taranto: «Bloccati gli approvvigionamenti delle materie prime»

ArcelorMittal avrebbe bloccato gli approvvigionamenti delle materie prime per lo stabilimento ex Ilva-ArcelorMittal di Taranto. A sostenerlo è un dirigente sindacale che avrebbe comunicato la notizia ai Pm di Milano che gestiscono il contenzioso giudiziario tra la ex Ilva e la multinazionale franco-indiana. A rivelarlo il quotidiano online Open, che riporta il testo del verbale di audizione presso la Procura di Milano.

ex ilva arcelormittal

Arcelor Mittal, lo stop allo spegnimento sarebbe impossibile

Lo stop allo spegnimento dei forni tarantini sarebbe dunque solo una mossa tattica? Se fosse vero quanto sostiene il dirigente sindacale, sì. «Nonostante la sospensione del piano di fermata, l’azienda non ha tutto quello che serve per proseguire l’attività in quanto l’approvvigionamento delle materie prime è stato cancellato», si legge nel verbale acquisito dai Pm milanesi. Sono due i fascicoli aperti dalla procura di Milano sulla vicenda ArcelorMittal. il primo, che ipotizza a carico del colosso franco indiano il reato di sottrazione di beni dal fallimento e la manipolazione del mercato, punta a capire se la crisi del polo siderurgico sia stata pilotata. Di qui gli accertamenti anche sul magazzino di materie prime necessarie al funzionamento dello stabilimento. Il secondo fascicolo di indagine riguarda invece il possibile reato fiscale di omessa dichiarazione dei redditi della società lussemburghese ArcelorMittal Carbon Europe, cui fa capo lo stabilimento italiano ex Ilva-ArcelorMittal. Ricordiamo che anche a Taranto è aperta un’inchiesta, con l’ipotesi di distruzione di mezzi di produzione e appropriazione indebita, reati che riguardano più direttamente gli aspetti produttivi.

Ex Ilva-ArcelorMittal

Ex Ilva-ArcelorMittal: 7mila posti di lavoro a rischio nell’indotto

Intanto non sono mancate le reazioni a questo ennesimo capitolo dell’intricata vicenda ex Ilva-ArcelorMittal. La più significativa quella del presidente di Confartigianato Piemonte, Giorgio Felici, che ha sottolineato come la crisi dell’ex Ilva di Taranto metta a rischio l’occupazione in oltre 3mila imprese artigiane piemontesi operanti nella subfornitura. I posti di lavoro a rischio sono 7mila. «Le imprese artigiane – ha sottolinea to Felici – sono sconcertate dall’esito che sta avendo la gestione della crisi da parte del Governo, una crisi che  parte da lontano e che si sta trascinando senza l’assunzione di  decisioni coese e ferme nell’interesse non solo dei dipendenti dell’ex Ilva ma anche delle imprese dell’indotto».

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Written by Andrea Monaci

48 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it, ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto tra gli altri per il "Lavoro e Carriere" e "Il Secolo XIX". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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