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Expo 2015, costi menu: il commissario Sala invita i gestori a contenere i prezzi

Dopo le polemiche sui costi eccessivamente alti applicati ai menu di Expo 2015, innescate dallo scandalo dello scontrino-beffa che un rivenditore del Padiglione Giappone ha emesso il 1° maggio nei confronti di un visitatore, ecco pronto l’intervento commissario Giuseppe Sala, che ha invitato i gestori a calmierare i prezzi, così da permettere l’accesso all’Espozione universale anche alle persone meno abbienti.

“Stiamo facendo una analisi, un quadro complessivo. Vogliamo documentarci bene. I paesi possono fare quello che vogliono, ma un suggerimento forte per tenere i prezzi accessibili lo daremo sicuramente”, queste le sue dichiarazioni ieri in conferenza stampa, comprensibilmente in linea con quella che è – o dovrebbe essere – l’anima della manifestazione: “Nutrire il Pianeta”.

Il diritto al cibo per tutti, si è detto. Ma, passando dalle parole ai fatti, quanto costa davvero mangiare a Expo 2015? Da una bottiglietta d’acqua a 3.00 euro nel ristorante del Brasile a quella distribuita gratis nelle “Case dell’Acqua, dalla pizza margherita a 7.50 euro del Padiglione Campania alla birra Pilsner alla spina al costo di 4.00 euro nel Padiglione della Repubblica Ceca, si può affermare che a Expo 2015 ce n’è per tutti. Il ventaglio ipotetico delle spese per mangiare, infatti, va da un minimo di 5.00 euro per un panino fino a 90.00 euro per un pranzo o una cena di 4 portate realizzate da uno chef ‘stellato’.

Mangiare a Expo 2015 – Image credits Shutterstock

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