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Expo 2015, ecco come Renzi prova a salvarla

“Milano c’è la farà, noi non molliamo. L’Expo è  un’occasione troppo grande per buttarla via”, queste le parole del premier Matteo Renzi che con i suoi collaboratori domani si recherà a Milano, dopo l’inchiesta della magistratura che ha scoperchiato un giro di malaffare intorno alla gestione della manifestazione internazionale. Insieme al primo Ministro ci sarà Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità contro la corruzione a cui Renzi ha chiesto di occuparsi della’ Expo.

expo 2015 paesi partecipanti

A trecentocinquantatrè giorni dalla’ inaugurazione, il 55% dei lavori é ancora da eseguire. Dei sessanta padiglioni in costruzione ci sono solo quelli italiano e tedesco. L’urgenza e quella di mettere il comando della filiera dei cantieri in mano alle persone giuste, tecnici che si occupano dei lavori venti ore su ventiquattro. Renzi si è voluto riservare la nomina del Superdirettore dei lavori, a cui attribuire il compito di coordinamento delle attività, mentre il direttore costruzioni, probabilmente sarà il vice di Angelo Paris, Alessandro Milanino, la scelta, però, potrebbe ricadere, anche, sul direttore generale Christian Marangone o sul subcommissario Antonio Acerbo.

 

L’Expo vale 4 punti di Pil, lo sa bene il premier che considera Cantone, la persona giusta al posto giusto. Il presidente della Regione Lombardia Maroni e il sindaco di Milano Pisapia hanno posto come unica condizione che il Supermanager non si fosse mai occupato di Expo, in omaggio al marketing e alla trasparenza. Il compito gli si dovrà, però, facilitare, infatti oggi durante l’audizione della commissione parlamentare Antimafia, si discuterà  di come alleggerire le procedure senza venire meno al principio  di legalità.

 

 

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