in

Fabrizio Moro, “Figli di nessuno” «il nuovo album benedetto»: «Ho dovuto faticare. Al posto di Ultimo sarei già morto!»

Esce il 12 aprile 2019 Figli di nessuno, il nuovo album di inediti di Fabrizio Moro. Un disco ruvido, dal sound sperimentale, ma deciso, come si intuisce già soltanto dalla canzone Ho bisogno di credere. Pieno di ricordi, un misto di emozioni. Sono passati oltre dieci dal successo del brano impegnato Pensa, che lo ha visto trionfare al Festival di Sanremo nella categoria giovani, e da allora di strada questo cantautore dall’inconfondibile voce graffiata ne ha fatta. «Vivevamo in una frazione di Guidonia dove non c’erano neppure le strade. L’unico posto con una lampadina accesa era l’oratorio di Don Carlo. Ci facevamo le canne e suonavamo le cover dei Ramones e dei Sex Pistols perché erano le cose più facili da fare. Solo due accordi», ha raccontato Fabrizio Moro intervistato da “Il Messaggero”.

Fabrizio Moro: «Al posto di Ultimo sarei morto!»

Una carriera a tratti faticosa, ma piena di soddisfazioni. Una lunga gavetta quella del cantante classe 1975. «Senza l’allenamento degli sbagli, le zappate sui piedi, i fallimenti, i momenti di perdizione, le cazzate non ce l’avrei mai fatta». Proprio i no, le porte sbattute in faccia e gli insuccessi lo hanno portato ad essere ciò che è oggi, ma soprattutto sono stati utili a tenere Fabrizio Moro con i piedi per terra: «Allora non conoscevo il mestiere. Per questo le cose sono andate lente. Ma se avessi avuto il successo di Ultimo a 23 anni come lui, sarei morto. Glielo dico sempre, lui è molto più maturo di me: il successo è un mostro da tenere a bada». Proprio sul quartiere romano di San Basilio, dove sono cresciuti lui, Mannarino e Ultimo, Fabrizio Moro ha speso qualche parola: «Non c’è un altro quartiere così. Chissà, forse è la voglia di rivalsa come ad Harlem per i rapper. Adesso alla Centrale del latte hanno fatto anche un murales mio e di Ultimo».

Fabrizio Moro: «Quelli come me per realizzarsi hanno dovuto faticare senza trovare mani pronte ad aiutarli»

Sull’attuale situazione politica Fabrizio Moro ha affermato: «Io sono disamorato della politica. Non a caso gli unici politici che cito sono Berlinguer e Pertini. Loro erano credibili, non i nostri governanti che sembrano tutti usciti dai talent show». Un album Figli di nessuno che tiene conto dell’Italia di oggi, ma che è soprattutto specchio del nuovo Fabrizio Moro più maturo e parecchio ispirato: «Questo è un disco benedetto. Da Pace in poi non mi sono fermato un attimo, una montagna di concerti, Sanremo e l’Eurovision. Mi chiedevo: dove trovo la forza per scrivere un album? E invece, ogni volta che mi sedevo al piano o prendevo la chitarra, usciva una canzone. È il primo album senza scremature, in genere ho sempre dieci, venti pezzi da buttare». Chi sono i “Figli di nessuno” del titolo? «Quelli come me che per realizzarsi hanno dovuto faticare senza trovare mani pronte ad aiutarli», ha concluso Moro nell’intervista pubblicata su Il Messaggero.

leggi anche l’articolo —> Jane Alexander dopo Elia Fongaro torna dall’ex: «Ero da lui per prendere le ultime cose, quando…»

Maria Josè Cristerna, 50 interventi per diventare la donna vampiro [Foto choc]

Monica Leofreddi e la storia con Antonello Venditti: «E’ vero, l’ho tradito»