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Facebook: piacere per finta o non piacere per davvero

Facebook ci propone una scelta: quella di piacere per finta o di non piacere per davvero. In realtà, ce ne propone molte altre, dalla posizione ferma di starne fuori, a quella radicata di voler condividere il proprio naso, più di un caffè al volo, ma guardandosi negli occhi. Facebook è pratico, Facebook è veloce, Facebook è utile nel mondo del lavoro, Facebook ci fa sentire in contatto con chi abita in un altro continente. Tutte assolute verità. Verità, anche, quella di scegliere se piacere per finta o non piacere per davvero. Piacere per davvero, invece, non è una scelta, ma una conseguenza.

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L’atto di condivisione di un post/link o di una foto, è preceduto dal secondo in cui si è consapevoli che l’elemento scelto andrà visto in una sfera sociale virtuale, che potrà esprimerne il giudizio. Essere giudicati nel 2014 su Facebook può implicare la scelta dell’utente di decidere come essere giudicato. Che cosa significa? Un individuo che condivide un oggetto di discussione, può scegliere dove incanalarlo, quando e con chi, ma è il “come” ad essere fondamentale. Facebook diventa il reale oggetto di strumentalizzazione, attraverso il Social Network l’utente mostra e svela un’immagine di sé, reale o non reale. Questo succede anche con le catene virali, dai libri preferiti, alle serie televisive, fino ai film o agli album musicali.

Una volta, molti e molti anni fa, chi riceveva una catena di Sant’Antonio subiva una vera e propria noia: doveva ricopiare a mano una lettera (a volte anche più di una), e spedirla ad altri tre malcapitati, che a loro volta dovevano ripetere lo stesso meccanismo. Perché? Malattie e sventure sarebbero potute arrivare, nessuno osava allora interrompere la catena. La diffusione vivace di catene nel web richiama l’attenzione di chi nomina (come in un reality show) e di chi è nominato, si elencano i propri libri/film preferiti e si condividono, con un clic.

Secondo i dati di Facebook Data Sciences, tra i primi dieci libri più graditi ci sono: Harry Potter (saga al completo), Il buio oltre la siepe, Orgoglio e Pregiudizio, e Il grande Gatsby. Eppure, tra le classifiche dei libri più venduti o più letti, i titoli sono ben altri. Anche Dostoevskij viene molto citato, ma quanti lo hanno davvero letto? Condividere Tolstoj crea un’immagine, condividere Moccia, un’altra, anche se poi Tre metri sopra il cielo è sopra al comodino. Arriva quindi l’ardua scelta: piacere per finta o non piacere per davvero. La risposta sta nell’essere, senza misura.

tolstoj

moccia

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