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Family day e unioni civili: ieri sono stato al Circo Massimo e non è come la raccontano

C’è chi mente e c’è chi ci marcia. E’ stata anche questa la manifestazione del “family day“, una fiera delle vanità, dei diritti acquisiti e dei diritti negati. Diritti ad esistere, diritti alla vita, diritti contro un sistema che emargina. Ma partiamo dal principio, partiamo da una frase detta dall’organizzatore dell’eventoVolevo comunicarvi che siamo due milioni“. Sembrerà suonata quantomeno strana anche a chi è intervenuto, a chi ha protestato. I numeri non mentono, sono fatti. Ed i fatti sono il termometro di ciò che ci succede intorno, in sintesi sono la differenza tra la verità e la menzogna. Ovviamente la sparata di autocompiacimento non è caduta nel vuoto. Circo Massimo non può contenere quel numero di persone, e questo è un altro fatto. La capienza massima della piazza, anche considerando quattro persone al metro quadro, ovvero sardine sottolio, arriva ad un massimo di 340000. Il confronto con altri eventi organizzati al Circo Massimo, concerto dei Rolling Stone o sciopero generale del 2002, è impietoso. Altro fatto non trascurabile sono stati gli ampi spazi di verde in mezzo al prato, sintomo di una non particolare predisposizione della folla ad essere fitta. Se volessimo continuare parleremo dello spazio tolto dal palco alla piazza e delle torri di amplificazione. Insomma i conti non tornano.

Ma perché non tornano? Perché c’è stato questo bisogno di un ultimo disperato e smentibile tentativo di gonfiare di dieci volte il numero dei presenti? Perché, probabilmente, la brutta figura dopo l’annuncio del milione di attesi il giorno prima sarebbe stata uno smacco incredibile. Un fallimento. Carta canta ed i numeri anche. E’ stato una sconfitta. Le sparate a zero contro il ddl Cirinnà, la pubblicità mediatica di queste settimane ed i viaggi gratuiti organizzati dalle parrocchie sono stati il minimo comune denominatore che ha portato alla bugia finale. C’è un altro importante dato da comunicare: un quarto dei presenti erano bambini. Doppia beffa, perché il family day oltre a non rispettare le attese, ha incassato la freddezza della Cei e del Papa. Il boccone amaro non è andato giù e forse è soltanto il sintomo dei tempi. Il mondo è cambiato, l’Italia ci sta provando. Troppo forte la richiesta di diritti, troppo forte la necessità di regolamentare quella che in altri paesi è una realtà ormai consolidata. E non mi sembra che Spagna, Francia e Svezia siano paesi sull’orlo dell’oblio.

Ma allora perché c’è stato bisogno di questo colpo di coda? Cosa ha portato 200000 persone a manifestare contro i diritti di qualcuno? Diritti che non lederebbero quelli di altri in alcuna maniera. La guerra alle streghe è finita e temi ben più importanti meriterebbero l’attenzione ed il grido di protesta del pubblico. La domanda circola nella testa, c’è un po’ di confusione e senso di smarrimento tornando dal Family day. Perché quelle persone erano lì? Erano lì per affermare il giusto e lo sbagliato: gli stessi cartelli che tenevano in mano parlavano per loro. Giusto e sbagliato … giudici e giustizieri, fedeli e Dei allo stesso tempo.

 

 

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