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Fedez contro il Pd: il rapper risponde su Facebook alle accuse di propaganda fascista

Fedez firma l’inno ufficiale del Movimento 5 Stelle e scatena la bufera. Accusato di vilipendio al Capo dello Stato da Stefano Pedica, il rapper giudice del programmaX-Factor  è ora nell’occhio del ciclone, e l’accesa polemica tra lo stesso ed alcuni esponenti del Pd che lo accusano di propaganda fascista non si accenna a sedare.

 

 

L’immagine apparsa sul profilo Facebook di FedezLa polemica di Fedez contro il Pd che lo vuole fuori da SkY

Tra i suoi più accaniti oppositori in seno al Pd, Federico Gelli ed Ernesto Magorno, che hanno chiesto a Sky di riconsiderare la posizione del rapper all’interno del programma X-factor, poiché la sua partecipazione nella redazione dell’inno del movimento politico 5 stelle, consisterebbe in una grave presa di posizione capace di influenzare le scelte dei fan e di chi segue il programma a favore di una data fazione politica; ma soprattutto, potenzialmente lesiva dell’immagine di integrità e imparzialità che da sempre contraddistinguono Sky. Queste le parole precise dei due esponenti Pd: “La decisione di Fedez di scendere in campo in politica, come autore dell’inno ufficiale della manifestazione di Beppe Grillo e del suo partito al Circo Massimo, può creare certamente uno scollamento con l’immagine sempre imparziale di Sky, che negli ultimi anni si è segnalata anche per l’organizzazione dei faccia a faccia elettorali e in occasioni come le primarie del Pd, dando spazio a tutti i candidati in corsa”. “Sarebbe interessante sapere come sia giudicata da Sky, che ha mostrato sempre grande equilibrio ed equidistanza nel rapporto con la politica, l’affiliazione pubblica di Fedez al Movimento 5 stelle, visto che il rapper è uno dei volti di punta dell’emittente satellitare come giudice di X Factor”, hanno commentato pungenti  Federico Gelli ed Ernesto Magorno.

Ma Fedez non ci sta. Risponde ai sottili attacchi con tono altrettanto mordace, e su Facebook scrive: “Io non sono a X Factor per fare propaganda e mai l’ho fatta, ma da cittadino ho le mie idee politiche e non ho nessun motivo per tenerle nascoste. Il fatto che per averle espresse si chieda la mia testa ci riporta indietro di 60 anni alla censura e al fascismo”. Immancabile un immagine provocatoria ad accompagnare il post: quella di Mussolini e Hitler in saluto fascista. La foto ha fatto andare su tutte le furie i due parlamentari, che già stizziti, hanno rincarato la dose:  “Invece di parlare a sproposito di fascismo, il rapper Fedez rispetti le istituzioni democratiche. Era proprio il regime fascista a dileggiare e ridicolizzare i capisaldi delle democrazie e le garanzie repubblicane”. “Evidentemente il giovane artista- continuano i due parlamentari- fa fatica a distinguere tra una spazio tv di carattere politico e una trasmissione di intrattenimento. Figuriamoci se qualcuno possa e, tantomeno, voglia chiedere la sua testa. Il linguaggio impiegato da Fedez lascia pensare che sia molto vicina la sua prossima candidatura con il Movimento 5 Stelle”.

Forse nella battaglia alla poltrona per governare un paese che, nel frattempo va allo sfascio, qualcuno si è dimenticato che tra quei diritti universali il cui rispetto è tanto acclamato da tutte le costituzioni, vi è anche ” la libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere” ( cit art. 19 Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo). E nel “patatran social-politico” non poteva mancare Beppe Grillo, che sceso in campo a difendere il suo nuovo beniamino ha sottolineato la gravità delle accuse che sono state mosse a Fedez, il quale ha più volte ribadito: ” ho espresso un’opinione politica al di fuori del programma di Sky”. 

 

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