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Fedez Infanzia, adolescenza difficile per il rapper: “Vivevo in un contesto complicato, andavo in giro con la pistola”

Se avete visto Federico Leonardo Lucia, o più semplicemente Fedez, piangere a Le Iene dopo lo scherzo di J-Ax, resterete quantomeno sorpresi dalle parole rilasciate ai microfoni del Corriere della Sera nella giornata di oggi. Il rapper, nonché ormai ‘produttore’ di tormentoni del web come Andiamo a Comandare e Tutto Molto Interessante di Fabio Rovazzi, ha raccontato di un’infanzia difficile. A non aiutare Federico l’ambiente in cui è cresciuto. Geograficamente, ovvio. Sì, perché Fedez è nato e cresciuto alle porte di Milano, al confine tra Buccinasco e Corsico. “Leggendo un libro su Vallanzasca mi sono accorto che metà dei miei compagni di classe avevano cognomi poco raccomandabili. A quei tempi c’erano mode da seguire e io non le seguivo…” così Fedez inizia il suo lungo racconto specificando come i problemi con i pari età ci fossero ma non per:La grassezza.”

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Fedez è sempre stato un tipo alternativo, fin da adolescente. Ed è per questo che le grandi passioni di un tipico ragazzo degli anni duemila non lo hanno mai appassionato: “Dovevi giocare a calcio: mai fatto. Truccare il motorino: non l’avevo. Ascoltare certa musica: facevo l’opposto. Non ero molto socievole.” ed è capitato più volte di tornare a casa senza scarpe: “Mi fermavano per strada e mi chiedevano: ‘Che numero hai?’. E lì non c’era niente da fare, te le toglievi e gliele davi. Ero alle medie. Comunque non la ricordo come una cosa traumatica, succedeva a tutti.” racconta ancora Fedez al quotidiano milanese. Poi, la rivelazione che lui stesso non ricordava di aver già fatto: Federico aveva parlato di una pistola in occasione del suo libro FAQ A domanda rispondo.

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E durante l’intervista al Corriere della Sera, viene approfondita la questione. E Fedez spiega: “Erano gli anni delle superiori, tra la terza e la quarta, avevo 16-17 anni. Frequentavo il collettivo Il Muretto, centro del rap milanese, una comunità multietnica con rumeni, albanesi, nigeriani. C’era anche Emis Killa. Eravamo offuscati dall’opulenza che non potevamo avere.” E la pistola spunta quando: “Il padre di un mio amico era appena uscito dalla prigione, dopo essersi fatto 30 anni, e veniva in giro con noi. La sera ci spostavamo alle Colonne di San Lorenzo, in quella vietta con il cartellone pubblicitario: nel weekend c’erano 1.500 persone, da avere paura.” E Fedez svela: “Il padre del mio amico ci dava la sua pistola, per tenergliela. Io nella mia sconsideratezza la mettevo nello zaino. Una roba che oggi mi dico coglione…”

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