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Femminicidio: il decreto passa anche al Senato

L’Aula del Senato ha dato il sì definitivo al decreto legge che contiene le misure per il contrasto al fenomeno del femminicidio. Il testo è stato approvato con 143 sì e 3 no. Come a Montecitorio, anche a Palazzo Madama si sono astenuti Lega, M5S e Sel.

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In tempi del tutto inaspettati – la scadenza infatti era fissata per lunedì 14 ottobre – le nuove norme sono ora pronte per essere promulgate dal Presidente della Repubblica e pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale. Ciononostante, non si fermano le polemiche nell’opposizione così come nella maggioranza. I senatori hanno approvato il provvedimento con un certo malumore, poiché i deputati hanno inviato a Palazzo Madama il testo a ridosso della scadenza, in una condizione tale da non poter apportare alcuna modifica al testo.

Anna Finocchiaro (Pd), presidente della commissione Affari costituzionali ha sottolineato “la presenza di norme disomogenee” nel decreto “in violazione dei principi della Costituzione”. Il capogruppo del Pdl Renato Schifani ha dichiarato: “Ci sono pochi precedenti di decreti in prima lettura mandati al Senato alla vigilia della scadenza. Non si verifichi più”.
A placare gli animi è intervenuto il presidente Piero Grasso. “Dobbiamo anche fare un po’ di autocritica. Cerchiamo di mandare anche noi i provvedimenti in tempo utile alla Camera per consentirle di avere i tempi giusti per valutarli”, ha dichiarato.

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