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Ferrara a Ballarò: “Chi non paga il biglietto dell’autobus è uguale a Carminati”

Ballarò, esplodono le polemiche e i malumori dello studio per le affermazioni del giornalista Giuliano Ferrara: “Chi non paga il biglietto dell’autobus è uguale a Carminati– dirà ad un tratto della trasmissione- e poi non chiamatela mafia; perché ci sia la mafia ci vogliono i morti. Questa inchiesta svanirà in una bolla di normalissima corruzione”. D’accordo con Ferrara- almeno sulla prima parte della dichiarazione- l’ex giudice di Mani Pulite Gherardo Colombo: “Mani Pulite è finita quando noi abbiamo cominciato a interessarci delle corruzioni dei cittadini comuni– spiega- e quello della corruzione è un problema diffuso”. “Le mani sulle città” è il titolo della tredicesima puntata di Ballarò ed infatti è di Mafia Capitale e corruzione che si parla: corruzione che, come viene ricordato in studio, ci costa circa 60 miliardi l’anno.

In un video-messaggio Renzi annuncia gli interventi previsti dal governo (da 4 a 6 anni la pena minima per la corruzione, confisca dei beni, restituzione totale del maltolto) ma per l’ex magistrato non basta: “La legislazione ha reso più difficile investigare sulla corruzione e reso più facile la corruzione. Ma il carcere serve a poco, è più importante l’educazione. C’è bisogno di dare esempi concreti ai giovani, ecco perché mi sono dimesso da magistrato, nonostante potessi andare a fare il giudice in Cassazione, ed ho cominciato a incontrare i ragazzi nella scuole”. In collegamento dal Campidoglio il sindaco della capitale Ignazio Marino: “Servono un pool di investigatori della Guardia di finanza e del Mef che indaghino e analizzino ogni carta degli appalti. Il mio compito è amministrare al meglio e non ho gli strumenti e le risorse umane per mettermi ad indagare. Si è cercato di arrivare a me attraverso un membro della mia segreteria Mattia Stella, che non è indagato. Ma io non vado ai salotti e alle cene, i progetti li discuto in Comune alle 9. Lo scioglimento del comune e il voto è l’obiettivo della mafia che vuole farmi cadere. I 5 stelle provino a condividere responsabilità di governo invece di scappare sempre a gambe levate”.

Così invece il grillino Alessandro Di Battista: “Non cavalchiamo strumentalmente la vicenda, io sono romano e mi vergogno; ma Renzi è la faccia pulita di un sistema marcio, noi non scenderemo a patti con nessuno, non ci fidiamo di questi partiti. Siamo immersi nella merda e la merda non si toglie col cucchiaino d’argento. Anzi, faremo opposizione come sempre se il prefetto non scioglierà il comune di Roma”. E poi, una chicca: in risposta a Giannini che gli ricorda il giudizio impietoso dell’Economist sul movimento replica: “I giornalisti scrivono quello che vogliono, ma la verità è che ho fatto dichiarazioni che sono state riprese anche da Papa Francesco”.

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