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Ferzan Özpetek: regista della fragilità dell’uomo

Ferzan Özpetek, classe ’59, si trasferisce dalla sua terra, Istanbul, in Italia da giovanissimo. Adora il cinema, studia e muove i primi passi come assistente, poi aiuto regista, sceneggiatore, fino a creare il suo primo film Hamam, il bagno turco. Il debutto è un gran successo di pubblico e di critica. Regista introspettivo, colto, fa omaggi alla sua Turchia, mescolandone gli incanti dei luoghi, colori, sapori a segreti, dolori, tematiche sempre forti ed emozionali. Nulla è scontato in Öpzetek. Fotografie cariche, scarne, occhi che si scrutano, che si fondono. Due film omaggio alla sua terra e poi a parlare è l’Italia.

Le partenze ed i ritorni – Gli incontri, le passioni, la noia, le abitudini, le amicizie, le diversità, l’omo… riscontri autobiografici. Vince premi importanti. Fa parlare di sé. Sviscera i rapporti, la fragilità dell’uomo, la gioia e il dolore. Il presente ed il passato. Gruppi, intese, separazioni. Vivere, sopravvivere. Non dimentica nulla, nulla lascia al caso. Si circonda di attori belli. Giovani e anziani. Tutti bravi. 

Ci ha fatto conoscere la grandissima Serra Yilmaz, turca come lui, sua attrice simbolo. Una maschera di vitalità e bravura. Attraversa la vita, soffermandosi su ogni fase… fino alla morte. Come scordare quei luoghi turchi, quelle cene e risate tra amici, quella sedia in attesa, sotto il muro dal colore pallido dell’ospedale, quella corsa spasmodica lungo la scala per acchiappare la felicità, quelle torte fantastiche che profumavano di buono, solo a vederle, quel corpo trasformato dalla malattia, quel grido e quel silenzio di morte. Grande Ferzan. Buon compleanno. Attendiamo noi, da te, altri regali…

Foto tratta da Mine Vaganti

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