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Festa delle Donne 2016: perché l’8 marzo si regala la mimosa?

Oggi, 8 marzo, si torna a parlare di donne e di diritti in occasione della Festa della Donna, ricorrenza che torna ad accendere i riflettori sulle discriminazioni e sulle violenze di cui ancora troppo spesso è vittima il genere femminile.

Ma sapete perché si regala la mimosa? A differenza di quanto comunemente si crede, l’usanza di regalare questo fiore è solo italiana ed è stata introdotta nel 1946 dall’Unione donne italiane, in particolare dalla partigiana e politica Teresa Mattei, attiva nella Lotta per la liberazione, e da Marisa Cinciari Rodano, anch’essa politica. Vittoria Tola, attuale presidente dell’UDI, ha spiegato all’Ansa i motivi di questa scelta: “Con il primo 8 marzo dopo la guerra e il fascismo, e il voto solo due giorni dopo, il 10 marzo, a cui hanno partecipato per la prima volta anche le donne, l’Udi voleva regalare insieme ai volantini anche un fiore, così come avveniva in Francia con le violette.” Quale fiore scegliere? Ma Teresa Mattei suggerì a Luigi Longo – famoso antifascista di quegli anni e protagonista dell’insurrezione dell’Italia settentrionale – di scegliere la mimosa: il fiore allegro riuscì a “sconfiggere” garofani e anemoni, anch’essi in lizza, perché era economico, nasceva proprio in quel periodo e si poteva reperire facilmente nelle campagne e non solo (ricorda Tola che Roma in quegli anni ne era tappezzata).

Ancora oggi ci piace ricordare il giorno dedicato alla donna proprio così, con il simbolo della lotta partigiana.

In apertura: mimosa – Image Credit: Natalia Van Doninck/Shutterstock.com

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