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Festival dell’Oriente Bologna 2017: 7 esperienze da vivere per “toccare” terre lontane [FOTO]

Un happening innovativo, dove si incontrano profumi, colori e sapori di terre lontane. Per la gioia di appassionati e curiosi il Festival dell’Oriente è tornato a Bologna, entusiasmando ancora una volta il pubblico: dai bazar colorati ai riti della tradizione, ecco 7 buoni motivi per partecipare, godendo di un’esperienza multisensoriale.

1. Lasciarsi sorprendere da un’offerta di oggettistica che non ha precedenti. Monili raffinati, spezie inedite, zaini in canapa, campane tibetane, biglietti in origami, libellule di legno che sembrano sfidare la legge di gravità: grazie ai consigli degli espositori potrete apprendere storia e cultura dei vari popoli, raccontati attraverso il loro artigianato e gli oggetti di uso comune.

Foto Festival dell'Oriente

Oggettistica tunisina

2. Scatenarsi insieme ai ballerini Bhangra. Energia, ritmo e colore si uniscono in una danza irrefrenabile, dove ad essere protagonisti sono coinvolgenti musiche indiane e meravigliosi ballerini vestiti in abiti sgargianti. Una curiosità: questa particolare danza ha origine nella regione del Punjab del Pakistan e dell’India, dove veniva ballata dagli agricoltori che accoglievano così l’arrivo della primavera.

Foto festival dell'Oriente

Ballerini Bhangra (edizione 2015 del Festival)

3. Assaggiare un’infinità di specialità etniche. I sapori intensi e speziati sono la vostra passione? Dagli spaghetti vietnamiti al sushi, fino ad arrivare ai dolcetti egiziani e al tè alla menta: l’assortimento è talmente vasto che è difficile scegliere! Da provare anche la cucina “vegan-friendly”.

4. Assistere alla costruzione del Mandala. In occasione del Festival, sei monaci del Monastero Samten Choeling di Varanasi costruiranno uno spettacolare mandala con sabbie colorate, accostando granello dopo granello: un’operazione minuziosa lunga ben due giorni, che secondo il rito buddista rappresenta un viaggio iniziatico di perfezionamento interiore. Al termine della manifestazione potrete assistere alla sua distruzione, come vuole il cerimoniale tibetano.

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5. Provare la campane tibetane. Quanti di voi conoscono questo antico strumento musicale originario della cultura pre-buddista sciamanica? A differenza delle campane tradizionali, il batacchio non è interno e a pendolo, ma esterno: per provocare la vibrazione della campana dovrete colpirla con il percussore sul bordo esterno, oppure sfregarla sul bordo. Il suono corrisponde a una lunga vibrazione poliarmonica, a cui qualcuno attribuisce valenze terapeutiche.

Foto Festival Oriente 2017
Campane tibetane

6. Lasciarsi incantare dal suono maestoso dei tamburi giapponesi. Nell’antico Giappone i tamburi (taiko) venivano utilizzati in battaglia per intimidire i nemici; ritmo ed energia, portati in scena da alcuni dei migliori musicisti del paese, vi conquisteranno.

7. Arti marziali o lancio dei coltelli? Tra le discipline più curiose da conoscere al Festival (e da provare) c’è il lancio dei coltelli e delle asce, sotto la guida di esperti: un’esperienza all’apparenza facile, ma che richiede l’apprendimento di una tecnica tutt’altro che banale…

Ricordiamo al pubblico che la fiera sarà aperta anche dal 3 al 5 marzo 2017 dalle ore 11 alle 23; per conoscere tutti i dettagli, leggete la nostra mini-guida sull’evento a Bologna.

Tutte le foto sono di Corinna Garuffi

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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