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Festival di Berlino 2016, da “Cartas da guerra” a “Fuocoammare”: i principali titoli della 66^ edizione

Nuova kermesse cinematografica alle porte: da giorno 11 febbraio, fino al 21 dello stesso mese, sta andando in scena il “Festival di Berlino 2016” giunto alla 66^ edizione e che prevede la partecipazione di pellicole d’autore prossime alle uscite nelle sale cinematografiche. Difatti, l’apertura del concorso tedesco ha previsto la proiezione, in anteprima, del nuovo capolavoro targato fratelli Coen dal titolo “Ave Cesare” in uscita sul grande schermo agli inizi di marzo. Tra le pellicole in concorso al “Festival di Berlino” da segnalare il film-documentario italiano “Fuocoammare” realizzato dal regista Gianfranco Rosi che pone al centro del racconto la tematica dei migranti. Particolarmente apprezzato anche il film realizzato dall’artista Denis Cote, “Boris senza Beatrice”, realizzato in Canada ed in concorso per il “World Premiere” così come la pellicola realizzata tra la Gran Bretagna e gli Stati Uniti di Michael Grandage intitolato “Genius” e con la presenza nel cast di Denis Lavant.

Al “Festival di Berlino 2016”, tra i titoli tedeschi, va segnalata la presenza di “Jeder (Alone in Berlin)” realizzato tra la Francia, la Germania e il Regno Unito e prodotto dal regista Vincent Perez con la presenza di attori come Emma Thompson e Brendan Gleeson. Particolarmente apprezzato il documentario statunitense di Alex Gebney, “Zero Days”, così come la produzione portoghese “Cartas da guerra” di Ivo Ferreira in cui narra di racconti di guerra. Sullo stesso tema della pellicola lusitana si muove il film realizzato dal regista Danis Tanovic in cui si racconta la “Morte a Sarajevo” con una location divisa tra la Francia e la Bosnia. Al “Festival di Berlino 2016” spazio anche per realizzazioni cinematografiche asiatiche come quella realizzata da Lav Diaz dal titolo “Hele Sa Hiwagang Hapis” incastonato tra i paesaggi delle Filippine ed il Singapore oppure il film di Yang Chao (“Chang Jiang Tu”) che racconta le vicende tipiche della Repubblica cinese.

Tra i film più interessanti del “Festival di Berlino 2016” sicuramente “24 Weeks” realizzato da Anne Zohra Berrached in cui si racconta la vita di Astrid, una donna già madre, in attesa del secondogenito che dovrà prendere una scelta importante per il suo futuro e quello della piccola creatura che porta in grembo. Una pellicola che tratta un tema delicato come la “sindrome di down” e che ha suscitato pareri contrastanti nel pubblico presente alla proiezione. Altro tema molto attinente all’attualità è quello portato sul grande schermo da “Soy Nero”, pellicola realizzata dal regista Pitts tra gli Usa e il Messico e il cui protagonista è un cittadino messicano chiamato “Nero” che sogna di poter diventare cittadino americano: una volontà così grande che lo porterà, addirittura, ad arruolarsi nell’esercito statunitense. Chiudiamo con il racconto storico proveniente dall’Iran e prodotto dal regista Mani Haghighi, intitolato in inglese “A Dragon Arrives”, in cui si ripercorrono gli eventi del 1965 culminati con l’uccisione del primo ministro iraniano davanti al palazzo del Parlamento.

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