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Fiction Mediaset, Giglia Marra si racconta: “Da ‘Rimbocchiamoci le maniche’ a ‘Squadra Antimafia’, che ricordi” [INTERVISTA]

Tornerà in autunno sul piccolo schermo grazie a una nuova produzione targata Mediaset: l’attrice pugliese, Giglia Marra, non vede l’ora di ammirare il nuovo prodotto realizzato dal titolo “Rimbocchiamoci le maniche”, fiction che avrà per protagonista uno dei volti più celebri della cinematografia italiana qual è Sabrina Ferilli. La Marra sarà presente in una puntata della serie televisiva in onda su Canale 5 a partire dal mese di ottobre, dopo aver preso parte a celebri ruoli in “Distretto di Polizia 8” e “Squadra Antimafia 3”. Ai microfoni di UrbanPost, l’attrice pugliese ha raccontato le sue emozioni per questo nuovo, importante, ruolo.

Ciao Giglia, iniziamo dal tuo nuovo ruolo sul piccolo schermo: quale sarà la tua parte in “Rimbocchiamoci le Maniche”?
“Non posso dire molto perché devo mantenere il massimo riserbo. Sarò una delle protagoniste di puntata accanto a Sabrina Ferilli e sono molto contenta del lavoro svolto perché interpreto la mamma di un bambino vittima di un episodio davvero drammatico. Sul set mi sono trovata molto bene ed abbiamo già finito di girare tutti i ciak che mi vedevano coinvolta direttamente.”


Non è il tuo esordio in Mediaset, in passato hai preso parte a diverse fiction: che ricordi hai del tuo debutto a Distretto di Polizia 8?

“Non è il mio esordio, è vero. Sono molto contenta di quanto fatto fin qui perché in tutte le fiction che ho avuto la fortuna di recitare ho lasciato un’impronta importante e c’è stato sempre un ottimo seguito di pubblico.”

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E se citiamo Squadra Antimafia 3?
“Splendido ricordo, ho preso parte alle prime quattro puntate della terza stagione e mi sono divertita tantissimo: inoltre, ho dovuto imparare una nuova lingua dovendo recitare in siciliano ed essendo pugliese. È stata un’esperienza molto formativa, diretta da un ottimo regista come Beniamino Catena al fianco di attori noti come Giulia Michelini. Ricordo gli effetti speciali, le sparatorie, le corse, tutti elementi che oggigiorno vanno per la maggiore nel nostro mercato.”

Prima di fare televisione, però, il tuo debutto teatrale: ci racconti i tuoi primi passi?
“Sì, nasco come attrice teatrale e ho avuto la fortuna di crescere con un’artista come Beatrice Bracco: prima come insegnante, poi come sua assistente, mi piace sempre ricordarla (è morta nel 2012, ndr.) perché è grazie a lei che sono riuscita a muovermi nel mondo dello spettacolo. Una scuola romana ricca di grandi artisti come Claudio Santamaria, Gabriele Mainetti, Paola Cortellesi mentre l’ultimo grande attore uscito dalla scuola di Beatrice Bracco è Salvatore Esposito.”

Come va la tua vita teatrale? Accantonata definitivamente?
“Assolutamente no, continuo a fare teatro perché è la mia passione, è il luogo in cui riesco a dare tutta me stessa e proprio oggi ho ricevuto una bellissima notizia: in autunno sarò a Roma in un importante teatro della capitale.”

Teatro, televisione e… cinema: Giglia Marra, com’è recitare per il grande schermo?
“Completamente diverso rispetto a teatro e televisione, ho lavorato per due pellicole e l’ultima ha avuto un discreto successo, “Nomi e Cognomi”. Il cinema ti dà più possibilità di curare il dettaglio cosa che la televisione non ti consente per l’eccessiva fretta; il teatro è tutto un altro mondo, resta il mio preferito.”

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Ci sono progetti in cantiere oltre a “Rimbocchiamoci le maniche”?

“Non posso dire molto ma ho finito di leggere da poco un romanzo che mi è stato consegnato per un nuovo copione di un film che dovrebbe uscire nel 2017: biografico e tratto da una storia vera, dovrei interpretare un ruolo molto intenso.”

Nel 2016 il web è una frontiera infinita, una palestra per chi si vuole affacciare nel mondo dello spettacolo: tu che rapporto hai?
“Difficile perché sono una frana (ride, ndr.). Scherzi a parte, reputo il web una grande palestra e non a caso ho un canale Youtube in cui condivido monologhi in diverse lingue. Mi piace molto parlare i dialetti perché spesso, oggigiorno, c’è l’usanza nell’andare a ricercare l’attore di un luogo specifico. Credo che bisognerebbe essere capaci di parlare più dialetti proprio come le lingue straniere.”

Dovessi descriverti con tre aggettivi come ti definiresti?
“Prettamente dal punto di vista professionale direi che sono passionale nei confronti del lavoro che faccio, intensa e anche un po’ ironica.”

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