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Fidel Castro morto: chi è “El Lindo” Miguel Diaz-Canel, possibile successore di Raul Castro

La morte del lider maximo, Fidel Castro, riporta in auge una discussione politica mai sopita a Cuba. Il più grande ‘Stato’ dei Caraibi molto presto potrebbe conoscere una nuova figura politica al potere. Del resto, Raul Castro, fratello di Fidel, chiuderà il suo mandato nel 2018. Poi toccherà a tale Miguel Diaz-Canel, il papabile numero uno a irrompere sulla scena politica cubana.  Diaz-Canel ha studiato per diventare un ingegnere elettronico ma ha iniziato a lavorare per il Partito Comunista di Cuba a partire dal 1993: dieci anni dopo, nel 2003, è stato eletto presso l’organo esecutivo del partito e, con calma, ha scalato le gerarchie del PC mantenendo un profilo basso. Ad esempio, quando è venuto meno Hugo Chavez, dittatore del Venezuela, è stato Diaz-Canel a esprimere il cordoglio da parte di Cuba, né Fidel, né Raul Castro. La grossa sorpresa, però, è arrivata nel 2013, quando lo ha nominato suo vice, annunciando che avrebbe lasciato la presidenza il 24 febbraio 2018: “Questo sarà il mio ultimo mandato.”

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Nato il 20 aprile del 1960 nella provincia di Villa Clara, un anno dopo il trionfo della Rivoluzione, l’ingegnere elettronico Miguel Díaz-Canel  non ha combattuto sulla Sierra e non veste divise militari. Infatti, la sua formazione ha previsto  solo la leva obbligatoria di tre anni, nelle unità missilistiche anti-aeree. È il primo politico a ricoprire un così alto incarico nel Consiglio di Stato, il massimo organo esecutivo dell’isola.  Prima di lui, quando ancora comandava Fidel, c’erano stati i ministri Carlos Lage, Roberto Robaina e Felipe Pérez Lopez, come ipotetici sostituti. Miguel Díaz-Canel , detto “el lindo”,  ha compreso la lezione dei suoi predecessori, fatti fuori dal lider maximo perché troppo esuberanti. Piace alle donne e ai ragazzi per il suo modo di vestire informale, jeans e camicia bianca, con un tablet spesso sottobraccio. Ha spronato i cubani a immergersi nel mondo del web e a fare un giornalismo diverso,  è molto attivo su Facebook, in un Paese dove riuscire ad avere una connessione che funziona è impresa titanica ma che pur conta una delle popolazioni più giovani e affamate di internet al mondo.

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Ma come viene visto dagli altri Paesi colui che potrebbe rompere la dinastia dei Castro? “È un volto moderno per il contesto in cui vive, rappresenta il volto del cambiamento del Partito Comunista. Usa il BlackBerry per comunicare e quando si parla di lui si percepisce come sarà il futuro di Cuba. Lui ha l’appoggio e il sostegno delle persone più importanti del mondo politico cubano.” Interessante, inoltre, notare come secondo gli esperti con Diaz-Canel al comando a partire dal 2018 per Cuba potrebbe esserci un cambio di rotta: “Cuba potrà muoversi verso un’economia di mercato più aperta – ha affermato Lopez Levy – ma non ci sarà un’apertura politica del P.C. perché tutti sanno che si tratta di un suicidio nel contesto cubano.” Gli esperti lo descrivono come un ottimo lavoratore: “Fa una buona impressione ed è da tanto tempo in orbita politica, quindi sa di cosa ha bisogno Cuba.”

 

 

 

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