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Figlio Riina su Falcone, intercettazione shock: “Ci mettono ancora i fiori a ‘stu cosu”

A pochi giorni dalla contestatissima apparizione in tv del figlio di Totò Riina, intervistato da Bruno Vespa a Porta a Porta in concomitanza dell’uscita del suo libro, Repubblica.it rende pubblici alcuni stralci di intercettazioni fatte anni fa al figlio del ‘Capo dei capi’ di Cosa Nostra.

“Un colonnello deve pigliare una decisione. E la decisione fu quella: abbattiamoli”, diceva sul padre (‘Il colonnello’) nel 2001 ad un amico Riina Jr, a proposito delle stragi di mafia che causarono la morte a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Parole che stridono con quanto dichiarato qualche sera fa a Vespa dal 38enne, che ha asserito di “non sapere niente delle bombe” e di avere “rispetto sempre per i morti, tutti”.

Salvatore Riina, che a 38 anni ha alle spalle una condanna (già scontata) per associazione mafiosa a 8 anni e 10 mesi, il 6 aprile a Porta a Porta ha dichiarato di amare suo padre e di non averne condiviso l’arresto. Tra i contenuti agghiaccianti diffusi da Repubblica.it e ripresi da Tg Com24, una frase pronunciata da Riina Jr nel 2001, nei pressi dello svincolo di Capaci dell’autostrada A29, dove si erge il monumento in ricordo della strage del 23 maggio 1992 in cui persero la vita il giudice Falcone, la moglie e gli uomini della sua scorta: “Ci mettono ancora i fiori a ‘stu cosu”.

Alvaro Morata

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