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Film da (ri)vedere… Se Dio vuole!

Sabato 29 agosto, penultima serata all’insegna delle vacanze estive. Bonassola, 2015

Caro diario,

I buoni propositi di quest’estate 2015 erano pochi ma ben chiari: relax e spensieratezza in previsione di un’annata con sveglia alle 05.30 e tanti progetti da mandare avanti. Bene! Li ho cercati, eh… Ma come sempre mi ritrovo a fare il contrario di quello che mi prefiggo in testa. Forse dovrei cominciare a cambiare schema di gioco!

Pensieri a mille e classico hangover da serata goliardica con gli amici. Che fare, dunque, se non prendersi un’intera giornata off? Ciao a tutti: stacco il telefono, bevo 2192762 litri d’acqua e collasso al sole in cerca dell’ultima botta di tintarella sofferta quanto inutile:5 giorni a Milano e si torna al solito color morto di sempre. Ok ok… Programmi per la serata? Zero (finalmente…). C’è un tramonto pazzesco che voglio assaporarmi dalla spiaggia, un gelato alla Nutella che sogno da giorni e… Un cinema, all’aperto! Che meraviglia. Godersi il fascino del grande schermo al chiaro di luna (piena, per l’esattezza), con le scarpe ancora cariche di sabbia, i sapori della Liguria nell’aria e il rumore del mare in lontananza non hanno prezzo. Anzi, sì: 7 euro a testa, se proprio dobbiamo dirla tutta.

Lo ammetto, caro diario: sono partita prevenuta. In programmazione il film esordio da regista di Edoardo Falcone. Un certo Se Dio Vuole. Nella mia più totale ignoranza ero convinta fosse appena uscito, ma la sciura Nina dal gambaletto rinforzato ha schiaffato via ogni dubbio con una delle sue ruvide manate accompagnate da tanto di retrogusto alla cipolla: “Oh bellina… L’è uscito ad aprile deh!”. Inevitabile pensiero del momento: nooo-che-palle-un-film-religioso. Con tutto il bene, eh… Pensate: sono credente, molto. Non c’è notte in cui io non mi corichi senza aver fatto il segno della croce e aver ringraziato Lui per ciò che mi è stato dato (troppo facile chiamarLo in causa e chiedergli aiuto solo nel momento del bisogno). Eppure… Con la chiesa il mio rapporto è bizzarro. Un bel giorno ho smesso di andarci. Non entro in merito, sapete meglio di me quel che si viene a scoprire ogni giorno leggendo i giornali. Quando si tratta di gestione umana, Dio non ha nulla a che fare. Ecco perché mantengo il mio rapporto con Lui, diretto. Che piaccia o meno la cosa.

Beh, signore e signori: non ridevo così tanto per un film da… Da… ecco, appunto. Da, generico ed offuscato! Una strabiliante interpretazione di Marco Giallini nel ruolo di Tommaso, stimatissimo cardiochirurgo, al fianco di un Alessandro Gassman (che di certo non ha bisogno di presentazioni) versione Don Pietro. Non voglio spoilerarvi un bel nulla (in caso ancora non l’aveste visto). Accadono cose, ogni giorno, che tendono a destabilizzare il nostro Credo. La morte ingiusta del nostro compagno di classe in motorino, quel bastardissimo tumore che porta la mamma del nostro migliore amico a restare a letto in attesa che tutti i capelli scompaiano ma ricompaia la forza di vivere, l’alzheimer di nostra zia, il parkinson del papà della nostra amica del cuore… Le ingiustizie sarebbero troppe da metter nero su bianco. Eppure, spesso dimentichiamo quanto sia importante avere un punto di riferimento.

La commedia Se Dio Vuole, confondendo con garbo sacro e profano e riuscendo a strapparci più di una risata, colpisce nel segno. Poco importa quali possano essere i nostri preconcetti. Passiamo la nostra esistenza tentando di collocarci all’interno di schemi predefiniti: faccio questo di professione, ho studiato quest’altro, vengo da, vivo lì e sono Cristiano-cattolico-neo buddista-induista-musulmano-ateo… Ma che c’importa? A chi dobbiamo render conto fondamentalmente se non a noi stessi? Vogliamo andare in chiesa? Facciamolo, ma non certo per sentirci dire “Va che brava ragazza”. Impazzisco davanti al perbenismo di una società che deve salvare le apparenze. Marito, amante, cattiverie gratuite, bugie a non finire ma con una bella confessione ogni domenica tutto è a posto!

Tommaso, cercando di sconfiggere l’apparente nemico Don Pietro, rimette in discussione tutta la sua vita, a partire dalla sua famiglia – che non aveva mai voluto conoscere fino in fondo.

Poco importa quale sia la nostra religione, quante volte andiamo in chiesa o quanti Padre Nostro abbiamo detto nell’ultimo mese. Il cambiamento avviene da dentro: quando quei bruchi che ci attanagliano l’anima diventeranno farfalle, beh… Solo allora potranno generare giardini immensi. E questo Banksy lo sa bene, basta osservare i suoi quadri.

Edoardo Falcone, assegnando ad Alessandro Gassman il ruolo di sacerdote “sui generis” osannato da una folla di ragazzini, tra una risata e l’altra riesce a farci riflettere su una società alla disperata ricerca di un obiettivo nella vita, di un senso compiuto: la nostra.

Le cose non vanno mai come pensiamo, nella vita di ogni giorno così come nel film in questione.

Cosa mi ero riproposta, caro diario? Una giornata all’insegna della spensieratezza? Rimandiamo, dai. Domani è un altro giorno, direbbe Rossella Ohara. Se Dio vuole…

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