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Film in Realtà Virtuale, l’esperienza di Venezia 73: la nuova frontiera del cinema

L’uomo è fatto per progredire e, grazie alla tecnologia, riesce a realizzare questo processo con tempi irrisori rispetto al passato. Dieci, quindici anni fa, si guardava al cinema in 3D come un qualcosa di innovativo e sorprendente: la tridimensionalità, in poco tempo, ha raccolto i consensi sperati aprendo un nuovo capitolo della cinematografia. Ma dieci anni possono bastare per andare a inserire –  quasi ufficialmente – un nuovo approccio alla visione di un film: la Realtà Virtuale. Alla Mostra del Cinema di Venezia 2016, infatti, per la prima volta viene dedicata un’ampia rassegna alle pellicole realizzate in V-R: tutto questo grazie al lavoro del regista David Hansen, ad esempio, autore del primo film interamente realizzato in realtà virtuale, ovvero “Jesus Christ – The Story of Christ.” Ma non solo, perché alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 è possibile assistere ad altri prodotti realizzati con questa nuova modalità: lo spettatore, indossando una speciale maschera supportata da uno smartphone, può iniziare ad addentrarsi in un mondo del tutto nuovo.

Spesso si dice di un film ben riuscito: “Ha colpito così tanto da sentirsi trasportati sul grande schermo”. La Realtà Virtuale renderà concreta l’astrazione della frase: grazie a questa nuova dimensione cinematografica sarà lo spettatore a decidere cosa vedere, cosa includere/escludere dal suo piano sequenza. Ognuno avrà un’esperienza del tutto diversa dal compagno di poltrona: addio staticità, benvenuto dinamismo. Sarà un po’ come andare in palestra: inizierete a muovere i vostri arti per cercare di raggiungere qualcosa che crederete vicino ma che, in realtà, non lo è. Ad esempio, alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 in questi giorni è possibile allenarsi con Lebron James, ammirare il suo fisico scolpito come se fosse accanto allo spettatore, tentare di allungare le proprie braccia per toccarlo, per quanto sembra vero.

Ma è davvero tutto oro quel che luccica? Assolutamente no, anzi. La Realtà Virtuale rapportata al cinema ha bisogno ancora di tempo per poter entrare definitivamente nei gusti dei cinefili dell’ultima ora (i casti e puri rigettano già la tridimensionalità…): ad esempio la messa a fuoco è imperfetta e va curata ancora molto. Del resto, come già spiegato, la visione con questa speciale maschera è supportata da uno smartphone la cui qualità, seppur altissima, non darà mai lo stesso risultato di una macchina da presa.

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