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Film in streaming: il cinema si prepara alla rivoluzione? Ecco i nuovi scenari

Film in streaming legalmente? Tutto vero. Il cinema si prepara alla rivoluzione? Cambierà il modo di fruizione per un titolo cinematografico?  Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal le principali major hollywoodiane quali Warner Bros, 20th Century Fox e Universal, sono pronte a fare sul serio. L’ipotesi è ridurre la finestra di esclusiva per il grande schermo a meno di 45 giorni, dagli attuali 90. Il film verrebbe offerto on demand a un prezzo ‘elevato’ tra i 30 e i 50 dollari, riservando ai cinema parte dell’incasso. Ci sarebbero degli effetti abnormi in tutto il mondo, dagli Usa all’Italia, dove un’intesa non scritta tra distributori e sale garantisce una finestra di 105 giorni.

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Anche il cinema italiano sposerebbe volentieri il nuovo accordo con i film subito in streaming. Anche perché, secondo la testimonianza raccolta da Repubblica, Andrea Occhipinti, distributore con Lucky Red, evidenzia un sistema obsoleto. “Quello attuale è un sistema pensato per un’epoca senza Internet, per la preistoria – sbotta il dirigente di Anica – Va cambiato, perché i modelli di consumo non sono più quelli di una volta”. E ancora, il mondo del business richiede un nuovo ‘accordo’ per le finestre temporanee. Il motivo? Aziende, come per esempio la At&t ha comprato Time Warner. Emittenti come Hbo e Sky investono in film e serie. La catena di cinema Uci (seconda in Italia per numero di schermi) è finita in pancia ai cinesi di Wanda, che hanno allungato i tentacoli su diversi studios di Hollywood.

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E qual è attualmente il primo accordo secondo il Wall Street Journal? “Molto dipende da che percentuale intascherebbero (nelle ipotesi oscilla tra il 10 e il 20%), per quanto tempo e su quali titoli. Ogni pellicola è diversa dall’altra – si legge su La Repubblica –  Film come Star Wars vivono bene anche con le attuali finestre, reggono a lungo al botteghino e vendono ancora parecchi Dvd. Non a caso la casa madre Disney è una delle più morbide nella trattativa. Altre come Universal invece vorrebbero strappare, tagliando la window a meno di venti giorni e abbassando anche il prezzo della fruizione domestica. A 20 dollari sarebbe concorrenza aperta con i cinema.”

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