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Film sul caso Cucchi, Capece (Sappe): «Pretendiamo delle scuse da chi ci ha additato come massacratori»

«Pretendiamo delle scuse da parte di tutti coloro che hanno additato gli agenti della polizia penitenziaria come massacratori e come quelli che maltrattano i detenuti». A parlare è Donato Capece, segretario generale del Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus. Capece si riferisce a “Sulla mia pelle”, il film dedicato al caso Cucchi.

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«Per ben 3 gradi di giudizio –  ha detto Capece – sono state confermate le assoluzioni dei nostri agenti che erano inquisiti. I giudici hanno detto che la polizia penitenziaria è innocente. E poi devo dire che probabilmente i 600mila euro che lo Stato ha dato per la realizzazione di questo film, potevano essere devoluti alle famiglie bisognose che non riescono ad arrivare a fine mese. Questo film mette solamente in grande difficoltà le forze di polizia, di processi mediatici la polizia penitenziaria ne ha già subiti, non è necessario farne altri anche per i Carabinieri. Noi abbiamo sempre avuto grande fiducia nella Magistratura, però vorrei criticare questo contributo dato dallo Stato alla realizzazione di questo film. Vorrei capire a chi giova mettere in difficoltà tutte le forze di polizia. Quando ci sarà un giudizio definitivo della Magistratura che avrà accertato i colpevoli, allora sarà la giustizia a fare il suo corso. Chi ha fatto il film dovrebbe chiedere scusa alla polizia penitenziaria perché ci hanno infangato e noi non siamo colpevoli di nulla».

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Ilaria Cucchi a Radio Cusano Campus ha dichiarato che i poliziotti non si sentono rappresentati da sindacalisti come Capece. «Alla signora Cucchi rispondo che il segretario generale viene eletto ogni 5 anni dal congresso nazionale – ha affermato Capece – E se rappresento il 31% dei poliziotti penitenziari per un totale di 12mila iscritti, vuol dire che qualche merito ce l’ho». Sul possibile incontro tra Ilaria Cucchi e Salvini. «Tutti i cittadini dovrebbero avere l’opportunità di poter dialogare con chi rappresenta in Parlamento il potere politico. Ritengo che il ministro Salvini faccia bene a parlare con tutti, ma anche a tenere la barra dritta per quanto riguarda la dignità e il rispetto delle forze di polizia. Oggi purtroppo certi valori sono saltati e tutti si sentono in diritto di dare addosso alle forze di polizia. Delegittimare le forze di polizia è un problema grave perché poi i cittadini non hanno più fiducia in loro».

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Written by Andrea Monaci

48 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it, ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto tra gli altri per il "Lavoro e Carriere" e "Il Secolo XIX". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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