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Finale Champions League Femminile 2016, Lione-Wolfsburg 1-1 (4-3 dcr), francesi campionesse d’Europa

Il Mapei Stadium – Città del Tricolore di Reggio Emilia comincia ad assaporare l’atmosfera europea, con la finale di Champions League femminile andata in scena questa sera sul manto erboso che dalla prossima stagione vedrà le imprese degli uomini di Eusebio Di Francesco. In campo oggi però non c’è il Sassuolo ma Lione e Wolfsburg, un pezzo di storia di questa competizione, con francesi e tedesche che vantano due vittorie a testa e che già hanno incrociato le armi nel 2013, quando a vincere furono le biancoverdi teutoniche.

Parte forte il Wolfsburg, con l’asse Kerschowski – Popp che prova subito a pungere la difesa delle transalpine; la sfuriata delle tedesche dura qualche minuto, poi sono le ragazze di Gerard Precheur a prendere in mano il pallino del gioco e si rendono pericolose senza però riuscire ad affondare il colpo. Il vantaggio per arriva ugualmente grazie ad una grande azione sulla fascia di Pauline Bremer che brucia in velocità la difesa e appoggia al centro per Hegerberg che tutta sola non può sbagliare: Lione in vantaggio al 15′, è il gol dell’1-0. La rete fa del Lione la squadra padrona del campo, con il Wolfsburg che fatica ad uscire dalla propria metà campo; Louisa Necib e Saki Kumagai amministrano al meglio il gioco: tutti i palloni delle francesi passano dai loro piedi, con entrambe che spesso tentano il lancio in profondità. Il predominio del Lione continua fino alla fine del primo tempo che si chiude così sul punteggio di 1-0 a favore delle transalpine.

Il secondo tempo riparte nel segno del Lione che continua ad essere protagonista e padrone del campo; nei primi minuti c’è subito un’occasione su calcio d’angolo con il colpo di testa del capitano Renard che viene respinto sulla riga. Il Wolfsburg continua a faticare: Alexandra Popp predica nel deserto e le biancoverdi non riescono a creare nessuna azione degna di nota. Così il Lione inizia a fare accademia e tenta spesso il tiro dalla distanza con Louisa Necib che si rende protagonista in un paio di occasioni; alla lunga però l’atteggiamento lezioso punisce le francesi che praticamente allo scadere subiscono il gol dell’insperato pareggio da parte del Wolfsburg: a siglare la rete dell’1-1 è il bomber teutonico Alexandra Popp che di testa batte Bouhaddi indecisa nell’uscita e mal assistita dai difensori centrali. Si va così ai tempi supplementari e la rete subita a tempo quasi scaduto pesa nella mente del Lione che rischia di capitolare in un paio di occasioni; la partita si fa vivace, con occasioni da una parte e dall’altra. Lotta Schelin ha sui piedi l’occasione di riportare il Lione in vantaggio ma il suo tiro a due passi dalla porta è troppo debole ed è preda di Schult. Finisce così il primo tempo supplementare; si ricomincia e a farla da padrona è ancora l’equilibrio, anche se le francesi sembrano essere calate vistosamente dal punto di vista fisico rispetto al primo tempo ma il punteggio non si sblocca fino alla fine dei 120′. Tempo di rigori dunque che vengono battuti sotto la curva nord: subito a segno la Popp mentre fallisce il penalty la Hegerberg; dagli undici metri poi non sbagliano né Peter né Schelin. A questo punto però il Wolfsburg commette due errori con Fisher e Bussaglia mentre Thomis e Kumagai non falliscono. Il Lione batte il Wolfsburg ai rigori 4-3 e si laurea campione d’Europa vincendo la Champions League femminile. 

 

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