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Fine di una storia: le 5 fasi per uscirne

Sarà il tempo bizzarro amici miei… Complice forse il caldo afoso in collisione con devastanti temporali prolungatisi più del dovuto… Sarà semplicemente l’estate… L’ormone nell’aria… Non so dirvi esattamente. Fatto sta che mai come quest’anno, in questa precisa stagione, mi sono ritrovata ad ascoltare mille e più racconti di coppie scoppiate!

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Coppie storiche. Quelle che “se solo potessi, vorrei avere un rapporto proprio come il loro: guarda come sono felici…”. Quelle che smuovono l’invidia della compagnia. Quelle della serie “se non si sposano loro, chi dovrebbe farlo scusa?!?”. Sì. Quelle. Ma anche altre più fresche, che profumano ancora di nuovo e scaldano la strade in cui si ritrovano a passeggiare… Sì. Anche quelle. Boom: è esplosa una bomba di singletudine all’improvviso! Inevitabile che non si riesca ad uscirne tutti illesi amici miei…

A furia di ascoltare, consigliare, riflettere e condividere pensieri ho riassunto – per far compagnia alla mia migliore amica insonnia – quelle che credo fermamente siano le 5 fasi che, volenti o nolenti, ci troviamo ad affrontare nel momento stesso in cui veniamo lasciati:

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1-      LUTTO/DOLORE: le nostre orecchie funzionano bene. Abbiamo perfettamente sentito tutto: dal “è finita”, “il problema non sei tu… sono io!”, passando per “prendiamoci una pausa” arrancando verso il definitivo “non ti amo più”. Certo, l’abbiamo capito. Noi… Ma il nostro corpo non sta dietro ai nostri tempi! Lui ha bisogno di metabolizzare un lutto decisamente inaspettato. Lui… Diamogli modo di farlo. La filosofia del “chiodo schiaccia chiodo” potrà anche funzionare, ma credetemi: non in questa fase! Rischiamo di ritrovarci avvolti nelle lenzuola, in preda al panico, gonfi di pianto e soffocati dal senso di colpa… Evitiamo di farci del male inutilmente!

2-      RABBIA: tra le mille professioni che avevamo preso in considerazione da piccoli (chi voleva fare il dottore, chi l’astronauta, chi la ballerina, chi…) probabilmente avevamo sottovalutato una dote innata che portiamo avanti senza rendercene conto da sempre e che tende a rendersi particolarmente manifesta quando si viene mollati: quella dell’investigatore privato! Aaaaah sì amici miei. Mai come in quei momenti riusciamo a dare il “meglio/peggio” di noi. Password da scoprire? Mac Giver non è nessuno a confronto! Pedinamento durante la serata… Ricollegamento di quella frase alla quale non avevamo prestato  abbastanza attenzione ai tempi ma che adesso diventa di vitale importanza… Amicizie su facebook che riportano indizi da non prendere sotto gamba… chiacchiere…  e… Diciamocelo: whatsapp diventa un’arma da suicidio! Ultima connessione… a che ora… E’ on-line e mi sta fissando o sta scrivendo a un’altra persona?

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3-      TRISTEZZA/RASSEGNAZIONE: le abbiamo provate tutte. Inutile far finta di capitare in quel locale che frequenta da sempre con aria sorpresa, mandare messaggi sibillini nel cuore della notte in preda a una sbronza storica o mettere in scena un flirt dell’ultimo secondo con un qualcun altro: l’altra parte della nostra (ex) coppia è già entrata nella fase “indifferenza totale/ pena”. Inutile prolungare questa tortura cinese che porta soltanto a un’autoumiliazione senza precedenti…

4-      PRINCIPIO DI RINASCITA: in questa fase vige il pensiero “Basta piangersi addosso! Ho voglia di uscire…”. Ci si rimette in pista, in tutti i sensi. Stravolgiamo il nostro look, frequentiamo locali nuovi dove siamo abbastanza certi di non fare amari incontri. Riprendiamo in mano l’agenda del telefono e ci facciamo risentire con quelle persone alle quali avevamo rinunciato perché “fidanzati”. Usciamo. Ci lasciamo trascinare dagli amici. Riprendiamo a vivere… Ma qualche botta di nostalgia non tarda comunque inesorabilmente a bussare alla porta di tanto in tanto.

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5-      INDIFFERENZA/ RINASCITA VERA e PROPRIA: la nostra autostima non aveva mai raggiunto picchi di questa portata! Improvvisamente torniamo a ricordarci di avere un certo sex-appeal, di piacere (e non poco…) e di essere padroni della vostra vita. E, passeggiando in compagnia tra una spettegolata e una risata di pancia, ci ritroviamo faccia a faccia col nostro passato. Lì. All’angolo del bar dove andavamo sempre quando eravamo felicemente insieme e dove siamo capitati (a sto giro) realmente per caso. Curioso il destino: quella persona che fino a poco tempo prima ci stava stravolgendo le budella adesso risulta quasi sfigata! Ed è proprio lì che, spesso e volentieri, il passato torna a farsi risentire con messaggini improbabili, convinto di poterci destabilizzare. Peccato che… Probabilmente ci dimenticheremo anche di rispondere. Perché? Beh, semplice: saremo impegnati a fare altro. Qualcosa di importante…

Non c’è copione per le storie d’amore amici miei. Ma per la sfiga di coppia – da quel che ho potuto assorbire in questi mesi dal retrogusto estivo – probabilmente sì!

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Con questo vi saluto, e… buona rinascita a tutti ;)

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