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Flavia Pennetta addio al tennis: ecco altri sportivi che hanno lasciato al top della carriera

Con il titolo dell’Us Open, la mia vita è perfetta“. Con queste parole Flavia Pennetta a 33 anni ha trovato la giusta motivazione per fare il fatidico passo e smettere una volta per tutte con il tennis professionistico. Da tempo lo aveva fatto intuire, senza mai confermarlo ufficialmente. Fino a che è arrivata la vittoria di sabato sera, contro l’amica di sempre Roberta Vinci: un successo che ha permesso alla trentatreenne brindisina di uscire di scena con un titolo in tasca e i complimenti del mondo. Una chiusura perfetta per un atleta straordinaria, giunta al culmine della carriera.

Ma la Pennetta ha solo rispolverato un’usanza sportiva – qual è l’uscita in grande stile dalle competizioni – già sperimentata da altri sportivi. Gente che una volta vinto tutto ha preferito dire addio, per essere ricordata solo e per sempre, come un’istantanea senza tempo, con la medaglia al collo o la coppa tra le mani. Il destino ha voluto che poche ore dopo la scelta spiazzante – anche per i genitori – della tennista italiana, anche il campione di pugilato statunitense Floyd Mayweather, una leggenda del ring, abbia ufficializzato il suo ritiro. In che modo? Lasciando da campione del mondo con 49 vittorie consecutive e, dunque, diventando  il primo boxeur a superare la leggenda di Rocky Marciano nel numero di incontri vinti di fila. “Grazie a tutti, finisce qui” ha esclamato in ginocchio. E gloria sportiva fu.

Così fece anche Michel Platini: l’uomo dei tre Palloni d’Oro consecutivi, del primo posto all’Europeo 1984 con la Francia, quello delle magiche punizioni. Nel 1986 – dopo una stagione sofferta – lascia a soli 32 anni. “Troppi acciacchi, non ho più benzina” dichiarò. Ma il mito, già esistente, era destinato a consacrarsi in quel momento. Andò male invece a Zidane, espulso in quella che era dichiaratamente la sua ultima partita di calcio (persa poi, come tutti gli italiani sanno). Doveva essere una festa e fu, invece, un incubo, acuito dalla clamorosa testata al numero 23 azzurro. Poco importa però: oggi “Zizou” è comunque considerato tra i migliori di sempre. Male invece – secondo molti – ha fatto lo “squalo” Micheal Phleps. Dopo 26 medaglie olimpiche (con 18 ori), 26 ori ai mondiali e 29 record personali, annunciò l’addio, salvo poi tornare nel 2014. Buoni risultati si, ma non era più il “cannibale di Baltimora”, e lasciò l’amaro in bocca a più di un tifoso. Ultimo da citare, non per importanza, Michael Schumacher: il leggendario tedesco, dopo tre stagioni senza correre, riprese la via delle piste di F1 con la Mercedes, solo per far capire a tutti che la vecchiaia conta eccome, e campioni per sempre non lo si può essere. Almeno che, certo, non si segua l’esempio di Flavia Pennetta.

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