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Flavio Briatore malattia: «Se non avessi fatto un controllo, me la sarei vista brutta!»

In queste ultime settimane Flavio Briatore è finito sulle copertine dei principali giornali di gossip per la sua relazione con Benedetta Bosi più giovane di quasi 50 anni. Una differenza d’età che a quest’ultima non spaventa affatto, tant’è che a chi l’attaccava sui social ha replicato ferma: «L’intelligenza non invecchia». Una liason che ha fatto storcere il naso anche all’ex moglie del manager, Elisabetta Gregoraci, che ha scritto su Instagram, in risposta a un follower: «Più che destabilizzare, mi fa rabbrividire». Ma Flavio Briatore, che è abituato ad essere sempre sotto i riflettori, affiancato da donne spettacolari e seduto nei locali più mondani, ha vissuto un momento drammatico. Un periodo in cui ha preferito starsene da solo, lontano da tutti.

Flavio Briatore malattia: «Se non avessi fatto un controllo, me la sarei vista brutta!»

Nel 2006 all’imprenditore è stata diagnosticata una brutta malattia: un cancro maligno al rene sinistro. Quello stesso anno Flavio Briatore ha rilasciato un’intervista al settimanale “A”, riportata successivamente da “Il Corriere”: «Ci sentiamo immortali, invece dovremmo ringraziare Dio ogni mattina soltanto perché ci facciamo la barba». Una gran paura ha provato il noto imprenditore: «Pensi che forse tutto quello che hai costruito serve fino a un certo punto. Magari è inutile. (…) Mi sentivo immortale». Poi la scoperta di essere come tutti gli altri: «Avevo un cancro maligno al rene sinistro, se non avessi fatto un controllo, tra sei mesi me la sarei vista brutta».

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Briatore era ad Indianapolis, Stati Uniti, dove una volta l’anno si concede un check-up medico alla clinica Mayor di Rochester. «Rientra, abbiamo visto qualcosa che non ci piace, ci sono sospetti su una cisti…», gli ha detto un medico. Così il manager torna in Italia e chiama una sua cara amica, Daniela Santanché, che mobilita il professor Domenico Di Virgilio, il quale conferma la diagnosi. «Ho accettato il verdetto che altro dovevo fare? Io sono credente e fatalista, nella vita ognuno di noi ha una specie di libretto, puoi modificare qualche capitolo, non tutto il testo», ha raccontato il manager.

«Mi sono guardato intorno e ho visto chi c’era, chi mi era davvero vicino»

L’imprenditore viene così ricoverata nella clinica romana Quisisana. Per uno dei momenti cruciali della sua vita ha scelto l’Italia: «Sono entrato in sala operatoria sereno, al risveglio il professore ha confermato: “L’abbiamo preso in tempo, tra sei mesi sarebbe stato molto complicato”. Io ho pensato: “Che culo”». Poi la convalescenza in solitaria a Merano: «Per la prima volta dopo anni mi sono ritrovato a cenare da solo: finora, quando entravo al ristorante con la solita corte di amici e cellulari, se vedevo uno da solo, pensavo: “Che sfigato”. Non lo penserò più».

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Difatti dopo l’intervento molte cose sono cambiate: «Sono stato molto con me stesso e ho deciso che ci starò sempre di più: c’è almeno un quindici per cento di superfluo nella mia vita di prima, ne farò a meno. Voglio dedicare più tempo a me e a chi può avere bisogno», ha spiegato Briatore, che ha poi concluso: «Mi sono guardato intorno e ho visto chi c’era, chi mi era davvero vicino». Quattro le persone più importanti: l’amica di sempre Daniela Santanché, Simona Ventura, Elisabetta Gregoraci e l’ex storica Naomi: «L’ha saputo per caso, da allora mi chiama ogni 24 ore!».

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