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Foligno, parla il bambino nero umiliato dal maestro: «Tutti i compagni sono venuti da me e mi hanno difeso!»

La notizia del giorno di ieri 21 febbraio aveva per protagonista un bambino di colore, residente a Foligno, che nella scuola della sua città in Via Monte Cervino, frequentata pure dalla sorellina più piccola, è stato messo contro la finestra, costretto a guardare un segno fatto dal maestro, che lo ha additato davanti ai compagni come «troppo brutto per essere visto in volto». L’episodio sconcertante ha suscitato indignazione in tutto il paese, un fatto grave su cui bisognerà fare i dovuti accertamenti.

«Mi è piaciuto vedere ragazzini e ragazzine, tutti con la pelle bianca, che si sono alzati e sono venuti vicino a me!»

Il Corriere della sera ha raggiunto telefonicamente il piccolo di 10 anni. Si chiama Mike sulle sue parole i grandi dovrebbero riflettere: «Ero lì da solo davanti alla finestra e non riuscivo a capire il perché, il tempo passava e non cambiava nulla», ha raccontato il ragazzino, una testimonianza la sua che ha trovato riscontro nei racconti che gli altri bambini hanno riportato sotto shock ai genitori: «Il maestro ha invitato Mike ad alzarsi, gli ha detto quanto sei brutto, non mi devi guardare e gli ha ordinato di girarsi verso la finestra». La voce dell’innocenza, i bambini non mentono. Confrontandosi con le altre mamme, quella di Mike ha deciso di sporgere denuncia. L’indomani il ragazzino, infatti, si rifiutava di rientrare a scuola per timore che il maestro lo rimettesse in quell’angolo maledetto, costretto a fissare un segno. L’unica nota positiva di un episodio che molti non hanno esitato a definire a sfondo razzista la reazione dei compagni di classe del piccolo: «Mi è piaciuto vedere ragazzini e ragazzine, tutti con la pelle bianca, che si sono alzati e sono venuti vicino a me, si sono messi lì alla finestra e hanno detto al maestro: noi siamo uguali, noi siamo come lui, perciò anche noi ora stiamo qui, fermi, a vedere il mondo là fuori», ha raccontato Mike alla madre, contenta di questa risposta da parte della classe.

Un esperimento sociale o un episodio a sfondo razzista?

Il vicesindaco di Foligno, Rita Barbetti, insegnante in pensione, ha spiegato che presto si recherà da Mike e dalla sua sorellina per conoscerli: lei si ostina a voler credere alla versione del maestro che ha parlato di un esperimento sociale. Una posizione ribadita ieri sera anche a Porta a Porta da Bruno Vespa. In collegamento telefonico il maestro ha spiegato che non voleva assolutamente denigrare Mike, ma dare una dimostrazione ai bambini, una sorta di «prova pratica» avvenuta durante una lezione in cui in classe si stava parlando del delicato tema della Shoah e dell’integrazione. Sempre secondo il resoconto del maestro l’esperimento in aula sarebbe stato anticipato dal docente con la frase: «Proviamo? Facciamo una cosa di questo tipo?». Ad ogni modo fonti del Miur avevano fatto sapere nel corso della giornata di ieri del 21 febbraio che il docente sarà sospeso dal servizio in via cautelare e che il provvedimento è in “via di notifica”. Bisognerà attendere le prossime ore per capire cosa accadrà al maestro. Intanto i genitori si sono schierati dalla parte di Mike ribadendo che la madre ha fatto bene a denunciare ai carabinieri l’accaduto.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost e LuxGallery. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva ormai da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 le viene conferito il riconoscimento di "Laureato Eccellente Sapienza" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly" e "SuccedeOggi" e riviste letterarie come "Carte Allineate", "Fillide" ed "Euterpe". Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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