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Forbes e il primato culinario dell’Emilia Romagna: da Barbieri al November porc

L’Emilia Romagna, quella che si può servire in tavola, passando dal Lambrusco al Parmigiano Reggiano, dai prosciutti ai piatti più elaborati, ha ammaliato David Rosengarten che, poi, sul Forbes, il periodico della business class, ha attribuito alla cucina regionale il merito di essere la più buona del mondo. “Mangiare in Emilia è un piacere. Ogni piatto è servito con orgoglio e cucinato secondo segreti familiari”; Rosengarten, da bravo blogger, ha elencato tutti i dettagli del suo viaggio e delle sue scoperte, parlando di trattorie specifiche, oltre che annunciare di aver mangiato nel tavolo favorito di Pavarotti, ma ha anche descritto i singoli piatti legandoli alle sue emozioni. Degli ormai famosissimi tortellini ha detto: “struggente il momento in cui incontrano il brodo”, ma non ha dimenticato il gnocco fritto ed i vini regionali.

cucina emilia romagna Forbes

Il merito? La terra, la sua cultura, le sue tradizioni ed i prodotti trasformati con amore in deliziose ricette dagli emiliani, ma anche da chef esperti che si sono innamorati di ragù, lasagne e tortellini ed hanno cercato di esportarne le ricette. Chi, però, si avventurato altrove, poi, ne ha risentito, più forte che mai, il richiamo. Bruno Barbieri, famosissimo giudice di Masterchef Italia che recentemente ha sfidato i giocatori del Bologna FC in cucina, dovendo, però, poi mostrare le sue abilità anche su un campo di calcio, da Londra è tornato a Bologna per una nuova avventura culinaria. Barbieri è solo uno dei tanti. Fra trattorie, osterie e ristoranti rinomati c’è solo l’imbarazzo della scelta sia che si voglia rispettare le tradizioni, come ne la Clinica gastronomica di Arnaldo di Rubiera, dove le ricette sono state tramandate di generazione in generazione e la sfoglia viene fatta a regola d’arte, o Alessandra Spisni che presenta i piatti emiliani e la sua arte di abile sfoglina da Antonella Clerici su Rai 1, sia che si tenti di dare ai piatti una nuova vita.

L’Emilia, però, non è solo questo. Oltre agli chef e alle famiglie che custodiscono gelosamente la ricetta del ragù e quella del ripieno dei tortellini nella propria cassaforte, i piaceri della tavola sono perseguiti fra mille sagre in grado di accontentare chiunque. A quanto pare solo gli emiliani sanno lavorare al meglio la carne suina ed ogni città ha la sua specialità. Non ci credete? Il prossimo anno non dovete perdervi il November Porc.

photo credit: scaramuzzino via photopin cc

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