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Formentera: istruzioni per l’uso

Inevitabilmente arriva. Puoi rimandarlo, fingere che non ci sia, tentare di ignorarlo, gestirlo nel migliore dei modi ma… Il fatidico momento della goccia che fa traboccare il vaso viene a bussarti alla porta, nel migliore dei casi. Altrimenti non si preoccupa nemmeno di quale possa essere il tuo campanello: sfonda l’ingresso, ti solleva di peso, ti attacca al muro e ti spiazza con quelle poche parole affilate come coltelli Miracle Blade (in effetti, diciamocelo che quando una cosa è importante non c’è bisogno di troppi giri di parole):

O stacchi tu o ci penso io a farti fuori”. Ok: il messaggio arriva forte e chiaro. A quel punto manca solo un dettaglio fondamentale: capire dove cacchio andare!

In linea di massima i giorni concessi non sono più di una manciata. Facciamo cinque, per stare belli morbidi, tenendo compresi anche andata a e ritorno. Tac, preciso! Ora… Non mi pare il caso di buttar via la metà del tempo a disposizione in viaggio: buoni sì ma stronzi no, dai! E tra i tanti dettagli da tenere a mente non sarebbe male prendere in considerazione anche la remota possibilità di andare a trovare amici: quando si va a scrocco di ospitalità si gode il doppio!

La soluzione migliore? Ascoltare gli amici. Quelli abituati a viaggiare, stare in giro, arrangiarsi, disciularsi… Insomma: quelli che definiamo “sul pezzo”, sempre e comunque. La risposta è stata abbastanza unanime: For-men-te-ra.

Quell’isola è magica” a detta di alcuni, “ci lasci il cuore” a detta di altri, “certe cose non si possono descrivere, devi solo viverle sulla pelle”… Mah: tutti stregati da sta benedetta Formentera! Evidentemente qualcosa deve pure avere… Ma non sono nemmeno stata troppo a pensarci: googlata rapida e indolore, volo da Bergamo Orio al Serio alle 07.50, navetta da Centrale alle 05 del mattino, valigia-di-cose-a-caso (“non fare la sfigata e non osare portarti dietro i tacchi: saresti fuori luogo. Qui è l’inno alla libertà…”), biglietto scaricato sul cell e pensieri in modalità “on air” fino al rientro. Talvolta senza connessione il cervello rende il triplo.

Arrivo: Ibiza. Taxi. “Vamos al puerto por favor que tengo el barco para Formentera”. 26 euro lisci lisci per la traghettata. Sbam: eccoci…

Da quando mettete piede su quest’isola potete dimenticarvi tutto: il contratto mai firmato, il progetto andato in malora, la chiamata di lavoro che aspettate da tre settimane e che tendete a giustificare con “devo avere problemi di ricezione col telefono”, le bollette boia da pagare, le ruvide paranoie di tutti i giorni e tutte le altre rotture di maroni che al momento non ricordate ma che sicuro non si scordano di voi. Prendete, imballate e gettate. Fatto!

C’è un posto nel cuore di Formentera, a San Francesc, ad alto contenuto di vita. Un divanetto da scappati di casa vi aspetta all’ingresso. La classica poltrona che trovereste a casa della zia cool, per intenderci. Tavolini in legno e seggioline variopinte fanno da contorno. Le pareti? Una mancata mostra d’arte in stile seventies grondante di murales, foto dal retrogusto vintage, scritte, citazioni, volti, persone e personaggi che hanno lasciato un posto prenotato qui con affitto bloccato a vita.

Qui a casa di Mario Losio, il Big Store, c’è chi viene e non chi va.Si viene a Formentera per restare” ha esordito ieri a pranzo Matteo, ragazzo di Roma trasferitosi ormai anni fa. L’isola palpita a suon dei racconti di persone che hanno scelto di dare una svolta alla propria vita in cerca di un senso – che non tarda poi troppo a farsi trovare.

C’è Vicent che vi aspetta per una gita a cavallo sulle spiagge al calar del sole. No, non preoccupatevi se non siete mai stai a cavallo prima d’ora: a fine giornata avrete fatto la cavalcata classica, il trotto e pure il galoppo. Parlo con cognizione di causa. Qui potete fare tutto… Non c’è nessuno a giudicarvi. Che sia la vostra prima volta o che sia l’ultima poco importa: ci si lancia. Si fa… Si va… Si sogna con l’intento di non smettere di farlo. Un pranzo in riva al mare. Una ruota al sapore di sale. Un mojito al Lucky. Un saluto al sole… e la vostra giornata deve ancora cominciare!

Questa è Formentera: LA isola. Quella di chi ha scelto di seguire i propri ideali fino in fondo, di andare contro corrente. Il rifugio di quelli che osano dire no, abbandonare tutto e seguire l’unica motivazione per la quale valga la pena lottare: la vostra.

Per venire qui non vi serve nulla. Buttate quattro stracci in valigia, biglietto alla mano, chiedete del Big Store per passare a salutare Mario, super Marcellino, il dolce Massi e il buon vecchio Rodrigo (non dite che vi mando io: la mia reputazione qui è pessima dopo i festeggiamenti di ieri) e infilatevi un paio di cuffie con volume al massimo. La musica, a sto giro, la farete voi.

Dimenticavo! Pensate al biglietto d’andata. Quello del rientro potrebbe non servirvi…

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