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Formula 1, il padre di Jules Bianchi: “Stringe le nostre mani e non smette di lottare”

Il Mondiale di Formula 1 è giunto ormai alla terza gara della stagione 2015, ma all’interno del circus della F1 qualcosa è cambiato dal 5 ottobre 2014. Quel giorno si correva, come molti ricorderanno, il Gran Premio di Suzuka in Giappone, passato tristemente alla storia per l’incidente occorso al giovane pilota della Marussia Jules Bianchi. Quel maledetto giorno a causa della forte pioggia e della visibilità ridotto Bianchi andò a sbattere con la sua Marussia contro un trattore intento a rimuovere l’auto di Sutil, uscito nello stesso punto il giro precedente. Ciò che è cambiato nel mondo della Formula 1 oltre allo stato d’animo dei piloti sono le norme di sicurezza, infatti, nelle tre gare a cui abbiamo assistito non è stata rimossa nessuna auto dal circuito senza la presenza della safety car.

Ma quel 5 ottobre ha fatto crollare l’intero mondo della famiglia Bianchi che da quel 5 ottobre non ha mai smesso di stare al fianco dell’amato Jules. Suo padre Philippe ha voluto rilasciare un’intervista a nicematin.com: “Da un punto di vista clinico le condizioni di Jules sono stabili, è autonomo e i suoi organi lavorano tutti senza assistenza, non ha alcun tipo di problema fisico. Però è in coma, incosciente.” Per questo tipo di traumi è molto difficile vedere dei miglioramenti ma papà Bianchi non molla: “I dottori giapponesi ci avevano dato pochissime speranze, ma rispetto a sei mesi fa Jules è migliorato moltissimo.”

Papà Philippe, mamma Catherine e anche la fidanzata Gina fanno sentire ogni giorno la propria presenza a Jules” Ogni giorno che passa sembra più attivo, le sue mani stringono le nostre. Difficile sapere se si tratti solo di un riflesso incondizionato. Alla fine dell’intervista il signor Bianchi non ha mancato di ringraziare tutti coloro che fanno sentire il loro affetto e la loro vicinanza a Jules: “Tutti quelli che lo pensano e pregano per lui danno una grande motivazione, Jules li ascolta tutti. Ringrazio tutti e prometto che vi terremo aggiornati sulle condizioni di nostro figlio.”

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