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Formula E, la rivincita di Roma e dell’Italia: il successo del futuro all’ombra dell’EUR

Roma è tornata ad essere, almeno per un week end, il centro del mondo. Ad aver riportato la Città Eterna sotto i riflettori ci ha pensato la Formula E e il primo E-Prix corso nella città capitolina. Un vero successo, paradossale se si pensa che si è consumato sulle strade di quella Capitale che sale sempre agli onori delle cronache per i suoi problemi legati alla viabilità. Quella che si è consumata all’EUR è stata la rivincita di Roma, una rivincita andata in onda in mondovisione e ammirata dal vivo da chi ha avuto la fortuna di esserci. Un sold-out sperato e arrivato ancor prima di ogni più rosea aspettativa. Una manifestazione diversa dal circus dei motori a cui siamo abituati, coinvolgente e con un format nuovo che trascina il pubblico al centro. Gli spalti erano più vicini al circuito di quanto l’occhio potesse percepire.

Formula E Roma

Una rivincita anche per tutta l’Italia, figlia di un’organizzazione che il CEO di Formula E Alejandro Agag ha saputo orchestrare al meglio, grazie all’aiuto nostrano. Il ritorno dei motori nella Capitale non si poteva consumare in modo migliore e di questo se ne sono accorti tutti. Chi c’era, chi ha guardato da casa e sopratutto anche quegli scettici che hanno preferito snobbare questa manifestazione. Il sibilo dei motori elettrici avrà fatto storcere il naso a qualcuno, in particolare a quei nostalgici dei rombanti motori del passato ma azzardare un paragone è impossibile. La Formula E non può essere paragonata guardando indietro nella storia del Motorsport. E’ impossibile farlo e non bisogna nemmeno provarci. Ogni tentativo finirebbe per sminuire una realtà rispetto all’altra. La Formula E non è la Formula 1 a corrente. Non deve esserlo. Si tratta di una realtà diversa che sta crescendo in fretta su un binario parallelo.

Formula E Roma Rosenqvist

Per i prossimi 5 anni Roma avrà la fortuna e l’onore di vedere i progressi di questa competizione che già dal prossimo campionato metterà in pista innovazioni che potrebbero aumentare ancora di più l’appeal. Non a caso i primi premium brand dell’automotive hanno fatto capolino nel circus, pronti ad impegnarsi in una nuova competizione. L’Italia ha risposto presente, brillando sotto la lente d’ingrandimento dell’opinione pubblica tricolore e sopratutto internazionale. Uno spettacolo puro: là dove non è arrivata la velocità, ci hanno pensato gli effetti televisivi che si potevano ammirare sugli schermi e quel clima da festa che prima, durante e sopratutto dopo la gara, in occasione delle premiazioni, ha coinvolto il pubblico e gli stessi vincitori. La strada da fare è ancora tanta ma il prodotto piace e ha grande potenzialità. Roma e l’Italia hanno dimostrato di avere una batteria ancora carica che può competere al tavolo delle grandi metropoli che già facevano parte del calendario. Il circuito dell’EUR è piaciuto a tutti e in particolare ai piloti che si sono dati battaglia nel finale apprezzando i tratti tecnici e i sali scendi in salsa rally. Migliorare si può e si deve ma il punto di partenza è già buono. Speriamo che le batterie non si consumino prima del traguardo, com’è accaduto al povero Evans.

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