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Fortuna Loffredo “conciata come una 16enne”: bufera su Corrado Augias, che chiarisce le sue parole

Corraudo Augias al centro di una polemica ed aspramente criticato dagli utenti sui social per una frase molto forte pronunciata in merito al caso della piccola Fortuna Loffredo, durante la punta di DiMartedì, talk politico di La 7 condotto da Giovanni Floris.

Augias si sofferma a commentare la foto della piccola violentata e uccisa a Caivano, quasi a rimarcare una sorta di ‘adultizzazione’ che la “povera madre”, inconsciamente, avrebbe forse attuato su di lei, vestendola e pettinandola in un modo – a detta del giornalista – non consono ad una bambina di appena di 6 anni. Gli utenti in rete si sono infuriati per le sue parole, e in poche ore è montata la polemica ‘social’.

L’intellettuale e giornalista durante l’intervista si era detto infatti colpito dal “contrasto che c’è tra lo sfondo e questa bambina che aveva 5-6 anni… la guardi bene… guardi com’è atteggiata, e com’era pettinata, e come sono i boccoli che cadono… Questa è una bambina che a 5-6 anni si atteggia come se ne avesse sedici o diciotto. Questo stridore mi fa capire che anche lì si erano un po’ persi i punti di riferimento”, queste le parole che hanno suscitato l’indignazione del popolo di Facebook e Twitter.

Una presa di posizione giudicata da molti fuori luogo, e riassunta tutta in uno dei tanti commenti apparsi su Facebook e Twitter: “Augias fermati. Nessun boccolo di una bambina di 6 anni può giustificare lo stupro tanto meno la perdita di valori o l’ignoranza”. Dopo il polverone sollevatosi, oggi Corrado Augias è tornato sull’argomento per chiarire la sua posizione e precisare il senso delle sue parole“Non avevo mai visto una bambina pettinata e conciata in quel modo, ma non voglio suggerire che il suo aspetto abbia potuto sollecitare il pedofilo che l’ha uccisa”.

“Il mio era un ragionamento complesso e partiva dall’analisi di una foto che mi ha fatto fare un balzo dalla sedia”, ha continuato lo scrittore, contattato al telefono da HuffPost, riferendosi alla immagine di Fortuna con la maglia fucsia, che tutti conosciamo, “In quella foto è drammatico il contrasto tra la statua di un santo e una bambina abusata due volte, una dal suo carnefice e una dall’ambiente sociale nel quale ha consumato una infanzia perduta”. Ma, sottolinea Augias, “ancora una volta si conferma il fatto che la comunicazione nei social è grezza e approssimativa”.

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