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Fortuna Loffredo, Raimondo Caputo ammette abusi ma nega delitto: “L’ha uccisa Marianna Fabozzi, ecco come”

Omicidio Fortuna Loffredo ultime notizie: colpo di scena sul caso di Caivano. Raimondo Caputo, in carcere e sotto processo con l’accusa di violenza sessuale e omicidio, avrebbe ammesso gli abusi alla piccola Fortuna e all’amichetta, nonché figlia oggi undicenne della sua ex convivente Marianna Fabozzi (ai domiciliari e imputata nello stesso processo in concorso per il reato di violenza sessuale), che ora accusa dell’omicidio. Secondo le clamorose indiscrezioni di queste ore diffuse da Il Mattino, infatti, l’imputato si sarebbe dichiarato disposto ad ammettere in aula di avere abusato delle due bambine, ribadendo però di non aver spinto giù Fortuna dall’ottavo piano del palazzo di Caivano il 24 giugno 2014. 

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“Lo facevo e lo sapevano in casa. Sia Marianna, la madre della bimba, che la nonna Angela Angelino lo sapevano e non dicevano niente” – queste le parole del presunto orco ‘Titò’ – “Vi dico la verità. Marianna ha ucciso nel 2013 il suo figlio più piccolo Antonio Giglio, anche lui caduto nel vuoto, perché secondo lei impediva la nostra convivenza, e allo stesso modo ha fatto con Fortuna perché odiava sua madre Mimma Guardato e voleva farle un dispetto. Non ho detto niente sulla morte del bambino per paura che lei mi denunciasse per le cose che facevo con la figlia più grande. Ma ora mi date la colpa di essere l’assassino di Fortuna. E non è vero”.

La rivelazione di Caputo è arrivata ieri 11 aprile dopo la sospensione dell’udienza del processo a suo carico a causa dello sciopero della Camera Penale. Secondo quanto emerso queste parole Caputo dovrebbe pronunciarle in aula il prossimo 2 maggio. L’imputato avrebbe ricostruito nei dettagli quanto accaduto la mattina dell’omicidio della piccola Fortuna: “Quella mattina Marianna ha afferrato Fortuna per i piedi, graffiandola. L’ha sollevata e mentre la bambina cercava di liberarsi l’ha gettata via come un pezzo di carta sporca. Però, dottò, le è rimasta la scarpetta in mano, che ha lanciato via in direzione del ballatoio di una vicina, Rachele Di Domenico che, come avete accertato dalle intercettazioni, ha fatto sparire il sandaletto per non avere guai. Li sopra c’erano le impronte di Marianna”.

 

 

 

 

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