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“+ Fragile”, l’opera di Francesco Pignatelli esposta a Mosca durante i Giochi Olimpici Invernali

In occasione della XXII edizione dei Giochi Olimpici Invernali di Sochi, presso il Central Exhibition Hall Moscow Manege verrà inaugurata una prestigiosa mostra dal titolo “A Season of Thriumphs”, ispirata alla simbologia junghiana che riversa in ciascun anello della bandiera olimpica la vitalità dei cinque elementi: legno, fuoco, terra, acqua e metallo. Tra i cinque artisti di fama internazionale invitati a prendere parte al progetto ci sarà anche l’italiano Francesco Pignatelli (Milano 1971), artista e fotografo che, sin dal suo soggiorno londinese nei primi anni ’90, ha maturato nei confronti dell’arte fotografica un forte approccio sperimentale.

Heartbreak Hotel (Reversed Cities,2002)

Con la serie Telling Portraits realizzata nel 1999, l’autore portò alcuni maestri  dell’immagine, del cinema e della fotografia (fra cui Nagisa Oshima, Wim Wenders, Peter Greenaway, Duane Michals, Takeshi Kitano e Robert Wilson) dall’altra parte dell’ obiettivo con lo scopo di offrire attraverso una serie di “cortometraggi fotografici” un ritratto della loro dimensione psicologica. Nel 2002, affrontò il tema della città come ricordo e personale suggestione attraverso Reversed Cities, ricerca non priva di rimandi cinematografici condotta sulla luce delle immagini attraverso un processo di stampa “in negativo”, che permettesse cioè di trasformare la luce in ombre e le ombre in luce. È del 2004, invece, un esplicito omaggio alla pittura con Reversed Renaissance, opera in cui l’artista promuove un’ attualizzazione dell’ arte attraverso la sperimentazione fotografica.

Con Fragile, si assiste invece a uno slittamento nella fotografia dall’ immagine alla sostanza materica attraverso una manipolazione più tipica della scultura. L’artista, infatti, interviene direttamente sull’immagine stampata per acuirne il risalto plastico e dilatare le suggestioni dell’esperienza visiva. + Fragile è dunque un video prodotto da Nicoletta Rusconi Art Projects e il Gruppo Coeclerici che rende testimonianza ti tale processo creativo e che, secondo la curatrice Paola Bonini, autrice del testo di presentazione dell’opera di Francesco Pignatelli, “ci trascina nei luoghi che grazie alla tecnica del rovesciamento cromatico siamo obbligati a guardare con occhi nuovi, ritrovandone tutto l’eterno significato simbolico: il bosco ci chiama, come nelle fiabe, lungo i sentieri brillanti che il negativo incide al posto delle ombre, e allo stesso tempo ci spaventa, perché come non mai, stravolto nelle sue luci, incarna l’ignoto.” Le immagini del bosco, perciò, oltre ad attrarre lo sguardo dello spettatore, dilatano la percezione visiva ad una più ampia esperienza sensoriale grazie all’ausilio di effetti sonori che rendono l’elemento legno il centro di una fruizione totale.

 

 

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