in

Franca Rame e Dario Fo, la bella e il giullare: una delle storie d’amore più intense del Novecento

Nasceva oggi, 90 anni fa, il 18 luglio 1929, a Villastanza di Parabiago, nel Milanese, Franca Rame, attrice teatrale, drammaturga e politica italiana. Una che l’arte l’aveva nel sangue: il padre Domenico era un attore discendente da un’antica famiglia di burattinai e marionette, la madre Emilia Baldini dapprima maestra seguì poi anche lei la via della recitazione. L’esordio di Franca Rame a vent’anni nella rivista al Teatro Olimpia di Milano (lo spettacolo era Ghe pensi mi di Marcello Marchesi), ma si può dire che fu iniziata al teatro sin dal primo vagito: da bambina prese parte alle commedie allestite dalla compagnia di giro familiare. Il suo nome è senza dubbio legato a doppio nodo a quello di Dario Fo, premio Nobel per la letteratura nel 1997, attore, drammaturgo, scrittore, scenografo e chi più ne ha ne metta. La bella e il giullare, l’esuberante soubrette e il timido, un connubio non sempre perfetto. Che dire però? I due insieme funzionavano a meraviglia. Ed è quella di Dario Fo e Franca Rame una delle storie d’amore più intense del Novecento, irripetibile, quanto moderna. Un legame forte, viscerale e soprattutto alla pari, fatto di tradimenti, ripicche, di discussioni in macchina (al cui volante c’era lei, Dario Fo difatti non guidava) e ancora le vacanze a Cesenatico, un figlio, e poi tante esperienze dolorose non inferiori però per numero alle gioie, piccole felicità quotidiane e successi vissuti sempre insieme. Si sono presi per mano Dario Fo e Franca Rame e, per un motivo o per un altro, nonostante le vicissitudini della vita, quella stretta non l’hanno più mollata. Un abbraccio lungo, vero.

Franca Rame e Dario Fo, la bella e il giullare: la travolgente storia d’amore

In un’intervista al Fatto Quotidiano, in occasione del suo novantesimo compleanno, Dario Fo raccontò come tutto ha avuto inizio: «Non volevo mai uscire con lei. Inventavo delle balle, dicevo sempre che ero occupato, che non potevo. Una volta le ho detto addirittura che avevo un esame al Politecnico e che dovevo studiare e non era vero perché avevo già lasciato. Quella sera stessa, eravamo nelle quinte del palco, lei mi ha dato uno spintone. Sono finito con le spalle al muro e mi ha baciato. Questa è la storia!». A seguire il matrimonio celebrato il 24 giugno 1954 a Milano nella basilica di Sant’Ambrogio, la nascita del figlio Jacopo il 31 marzo 1955 a Roma, poi nel ’58 la fondazione della Compagnia Dario Fo-Franca Rameche avrebbe ottenuto uno straordinario successo. Infine nel 1962 la coppia è al timone di Canzonissima, che durò soltanto sei puntate: la coppia venne allontanata per uno sketch che aveva per protagonista un operaio e che denunciava le drammatiche condizioni lavorative dell’edilizia. Dopo una serie di interrogazioni parlamentari i due furono sostituiti da Sandra Mondaini e Tino Buazzelli. Ma lo abbiamo detto, Dario Fo e Franca Rame hanno davvero condiviso tutto: battaglie, insuccessi e traguardi. Ed erano tutt’altro che una coppia da copertina, semmai una favola moderna di quelle in cui la bella non è in attesa del principe azzurro, semmai si salva da sola. E questo rendeva Franca Rame irresistibile agli occhi di Dario Fo: il carattere forte, il desiderio di essere libera a tutti i costi, l’indipendenza. «Dio… era meravigliosa: bellissima, affascinante, spiritosa!», così disse il Premio Nobel, nell’intervista a Silvia Truzzi per Il Fatto Quotidiano e ogni volta che parlava di Franca Rame, l’artista si illuminava di una luce abbagliante quanto nostalgica: la scomparsa della moglie sopraggiunta il 29 maggio 2013 lo aveva profondamente addolorato. Del resto il loro è stato un sodalizio durato più di 60 anni. Una mancanza lancinante la perdita di lei.

Tradimenti, ripicche e tanto amore

«Ci siamo lasciati almeno un paio di volte. Sempre lei. E aveva ragione, io ero sballato. Avevamo un successo incredibile, io ero circondato da ragazze bellissime che mi si offrivano… allora lei disse basta. Non erano tutte storie senza importanza: qualcuna tra queste ragazze si innamorava di me e io anche ero coinvolto. Ma franca è sempre stata il centro del mio universo. Un amore assoluto. Quando lei se ne andava e mi chiamava l’avvocato ‘sua moglie si vuole dividere’, allora era un dramma!», spiegò Dario Fo nella stessa intervista, e finì poi a parlare del tradimento di lei: «Credo l’abbia fatto per ripicca. Io ci soffrivo ma mi sentivo troppo colpevole, capivo che lei aveva tutte le ragioni. Però questi sono stati incidenti, inciampi. Non sono stati mai la chiave della nostra relazione. Ho avuto per Franca un amore assoluto, sconfinato, traboccante. Ricordo quando ebbe un incidente stradale, doveva dormire su una superficie rigida e si sdraiava sul pavimento perché sul letto non riusciva a stare. E io andavo a sistemarmi vicino a lei per terra!». Agli inizi del loro amore, l’accanimento delle ammiratrici di Dario sembrava quasi una gag. All’epoca Franca raccontava con ironia che il marito affidava a lei il compito di rispondere alle ardenti lettere delle signorine: «Lo faccio con molto impegno, fingendo di essere lui: “Tesoro adorato”, eccetera…», poi però i tradimenti di Dario Fo cominciarono a fare male. E lui tentò di rimediare: mise insieme un fax lungo 12 metri per farsi perdonare dalla sua amata. E ci riuscì.

«Non ci sono le parole per dire la rabbia, il dolore, il senso d’impotenza», Franca Rame e la terribile esperienza dello stupro

Un amore anticonvenzionale, fatto di piccole attenzioni e tanta tenerezza. «Non siamo una coppia da manuale. Forse ci siamo fatti un po’ di male ma non possiamo fare a meno l’uno dell’altro!», concluse il Premio Nobel, che parlò poi, non prima di essersi incupito, della terribile esperienza dello stupro di gruppo del 1973, raccontata poi dalla moglie in teatro. «Un professore nostro amico le disse: Non basta che ne parli con i tuoi familiari o con qualche amico. Devi liberarti, devi raccontare. Fallo in teatro, è il tuo mestiere’. Lei, scuotendo la testa, rispose: ‘No, questo non posso farlo’. Un sera, mentre recitavamo uno spettacolo, lei aveva la scena dopo la mia, un monologo. Io ero dietro le quinte e improvvisamente capisco che non è il pezzo previsto, ma che Franca sta raccontando il suo dramma. La gente era sconvolta. Un coraggio da leonessa. E che esempio è stato per le donne! Quelli erano ancora tempi in cui le ragazze non potevano denunciare le violenze!». Una sfida enorme, un fardello pesante ed è stato ascoltandola in teatro, sentendosi inutile, che Dario Fo ha capito forse di amarla davvero, follemente: «Non ci sono le parole per dire la rabbia, il dolore, il senso d’impotenza. La cosa più terribile è stata quando sono venuti fuori i particolari, il coinvolgimento dello Stato e dei carabinieri, il brindisi alla notizia dello stupro. Il processo andato prescritto…». Erano anni difficili quelli, controversi, oscuri e Dario Fo e la sua Franca li hanno vissuti da protagonisti. Senza mai fare un passo indietro.

leggi anche l’articolo —> Meryl Streep, malattia di John Cazale: la commovente storia d’amore all’ombra di Hollywood

 

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

Serena Autieri Instagram: capezzoli a vista e stacco di coscia, il mix piccante-romantico che delizia i fan! (FOTO)

Paola Caruso Instagram, l’espressione di ‘piacere’ scatena gli ormoni: «Ti immagino così quando…»