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Francesca Rettondini a “Vieni da me”, il ricordo di Alberto Castagna: «E’ sempre con me»

Francesca Rettondini, ex moglie di Alberto Castagna, ospite nel salotto di Caterina Balivo, racconta gli anni vissuti accanto al conduttore televisivo troppo presto scomparso. Sulle poltrone di Vieni da me, la Rettondini apre il cuore ai ricordi parlando dell’amore per Alberto Castagna. “Ho impiegato diversi anni a superare il dolore che ho avuto dentro. – afferma l’attrice – Ad un certo punto metabolizzi la sofferenza e se prima raccontavo quella parte della mia vita con tristezza e dolore, oggi lo racconto con più leggerezza. Il ricordo, naturalmente, resta, ma la vita va avanti”.

Francesca Rettondini su Alberto Castagna: “Era sempre allegro”

L’immagine di Alberto Castagna delineata dal racconto di Francesca Rettondini è quella di una persona positiva: “Lui era sempre allegro. – dichiara – Amava essere il giullare di corte”. La leggerezza non ha, però, accompagnato la conduttrice che, ad un certo punto della sua carriera, ha subito una brusca frenata. “Io sono un essere umano – ha rivelato la Rettondini al pubblico di Raiunoe sono preda degli eventi della vita e ad un certo punto le emozioni mi buttano giù”. Poi, sollecitata dalla Balivo ha precisato: “La malattia di Alberto mi ha buttato tanto giù al punto da allontanarmi da tutto e da tutti. Poi ho capito che la vita è bella e va vissuta tutta”, – ha concluso l’attrice veronese.

Francesca Rettondini, l’esperienza sulla Concordia

L’intervista a Francesca Rettondini tocca, poi, un altro episodio spiacevole nella vita della conduttrice. L’attrice, che ha da poco compiuto quarantotto anni, si trovava a bordo della Costa Concordia quando, il 13 gennaio del 2012, naufragò nei pressi dell’isola del Giglio. Attimi indimenticabili che la Rettondini riporta minuziosamente: “Ero lì perché dovevo condurre un programma. – ricorda – Era l’ora di cena. Indossavo dei jeans, una magliettina con le maniche corte e i sandali e quindi quando è successo tutto e siamo andati fuori mi sono ritrovata a piedi nudi sulla lamiera”. Il racconto oggettivo si mischia alle emozioni di quei momenti: “Ma il freddo che ho provato era il freddo interiore nel vedere ciò che stava accadendo”, confessa Francesca. E oggi, aggiunge: “Fortunatamente la mente riesce a dimenticare il dolore e oggi ho un ricordo affettuoso di quelle persone che hanno perso la vita in un incidente stupido e leggero”.

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