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Francesco De Gregori canzoni, da Buonanotte Fiorellino a Generale: la “storia” delle sue “poesie” [VIDEO]

Francesco De Gregori questa sera sarà superospite ad Amici 16. E qual miglior modo per omaggiare Il Principe, cantautore romano, se non ripercorrendo la sua storia discografica? Lo facciamo andando a spulciare sei canzoni di Francesco De Gregori che hanno fatto la storia della musica. Partendo dalla più chiacchierata e criticata di sempre: Buonanotte Fiorellino. 


Contenuta in Rimmel, disco del 1975, il Principe è stato aspramente criticato per questo testo ritenuto da troppi poco consono e all’altezza delle sue qualità cantautoriali. Inoltre, Buonanotte Fiorellino è sempre stata ritenuta una dedica alla compagna morta in un incidente aereo. Una teoria – leggenda metropolitana – sempre smentita dallo stesso Principe. E su Buonanotte Fiorellino, De Gregori, ha così parlato in un’intervista a Donna Moderna del 2015: “Altra canzone sull’addio, come Rimmel: una buonanotte definitiva… Puntualizzo che ho usato apposta un linguaggio zuccheroso, infantile: fiorellino, monetina. Volevo scardinare la poetica dei cantautori di allora, militante. L’argomento, l’andamento valzeristico mi servivano a marcare la differenza con la musica impegnata, contorta, esistenzialista.”

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  1. La donna cannone

La donna cannone è tra i brani più celebri della discografia italiana. Il Principe ha scritto questo brano nel 1983 contenuta all’interno di un LP “La Donna Cannone”. Divenne anche un’opera cinematografica grazie al film Flirt di Roberto Russo. De Gregori scrisse questa canzone ispirato da un articolo che raccontava di un circo rimasto orfano della sua più grande attrazione, fuggita via per inseguire il suo grande amore. L’articolo recitava: “Siamo agli inizi del novecento, in uno di quei capannoni destinati ai circensi…” dunque, la poesia di Francesco De Gregori è ispirata a un fatto di cronaca.  Da questa storia, De Gregori, ebbe l’ispirazione per scrivere questa perla della musica italiana.

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  1. Rimmel

Altro giro, altra corsa. Qui torniamo indietro di qualche anno, siamo nel 1975 e Francesco De Gregori regala alla musica italiana un altro capolavoro: Rimmel. Singolo estratto dall’omonimo album di successi, questo brano è uno dei più celebri realizzati dal Principe. Qual è il significato di questa ballata d’amore? Rimmel racconta di un amore come se fosse una “partita”, un semplice “gioco”, dove i due amanti sono due astuti giocatori. Emergono inganni, bugie, dove le colpe vengono messe da parte e si lascia spazio al tono malinconico. Un amore, quello raccontato da De Gregori in Rimmel, capace di finire bene, senza il sentimento del rancore.

  1. Sempre e per sempre

Il Principe e l’amore. Anche in Sempre e per sempre, uno degli ultimi capolavori realizzati – cronologicamente – da Francesco De Gregori ed estratto dal disco “Amore Nel Pomeriggio”, si racconta l’amore capace di non piegarsi a nulla. Il significato di questa canzone? Una ballata in cui si racconta l’amore che non mai, capace di andare oltre gli anni che passano, gente con: “Le stesse scarpe camminare per strade diverse, o con diverse scarpe su una strada sola.” “E alla fine, nonostante tutto, quell’amore e il suo proprietario saranno sempre lì, ad aspettare e ad amare, qualsiasi cosa accada: ‘Sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai’.” Questo singolo è stato coverizzato da Fausto Leali e Fiorella Mannoia.

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  1. Generale

L’amore sempre presente in De Gregori? Sì, anche quando si tratta il tema della Guerra. Generale è una delle canzoni più note del Principe. È una una ballata introdotta da un riff di pianoforte di Alberto Visentin; il testo si riferisce al periodo del servizio militare prestato dal cantautore presso il Battaglione alpini “Tirano” di Malles Venosta. La collina è il Col di Tarces, la notte “crucca e assassina” cioè di lingua tedesca e intrisa del sangue versato dai terroristi indipendentisti altoatesini. Il treno “dietro la stazione” era ben visibile dai bagni della caserma Wackernell che sorgeva proprio in via della Stazione. La canzone nasce in seguito alla visita in caserma di un generale degli alpini e suscita i sentimenti pacifisti e nostalgici di chi si trova lontano da casa per fare il servizio militare e anela al ritorno e alla vita normale. Generale è conosciuta parecchio anche tra le nuove generazioni per la cover di Vasco Rossi (2002).

  1. La Leva Calcistica del ‘68

Anno di pubblicazione il 1980, una delle colonne sonore “sportive” più amate dal pubblico italiano. Una canzone che fonde politica, sport e amore. I sogni sessantottini: la data di nascita di Nino, protagonista della ballata degregoriana, non è casuale. De Gregori si riferisce alle illusioni e speranze della generazione del Sessantotto, e alle sue disillusioni. “E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai di giocatori che non hanno vinto mai ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro e adesso ridono dentro al bar, e sono innamorati da dieci anni con una donna che non hanno amato mai. Chissà quanti ne hai veduti, chissà quanti ne vedrai.”

 

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