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Francesco De Gregori contro la proposta della Lega: «Più musica italiana in radio? Mi sembra una str***ata!»

Durante un incontro con i giornalisti al Teatro Garbatella di Roma, dove fino al 27 marzo il cantante si esibirà in una serie di serate chiamate “Off the Record”, Francesco De Gregori ha spiegato cosa pensa della proposta della Lega che vorrebbe spingere le radio a trasmettere un terzo di canzoni italiane nei loro programmi.

Francesco de Gregori contro la proposta di legge della Lega

Già, non era una fake news, la Lega fa sul serio e la sua proposta di legge, che porta la firma di Alessandro Morelli, presidente della commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera, la quale negli ultimi giorni ha avuto pure l’appoggio di Mogol, il presidente della SIAE, che agli associati ha chiesto di «contribuire a questa battaglia». L’autore di Pensieri e parole ha spiegato che sarebbe una novità soltanto per il Belpaese: «La proposta richiama altri esempi in Europa, come il sistema delle quote, utilizzato da molto tempo in Francia, dove dal 1994 le radio sono obbligate a trasmettere musica francese per una percentuale pari almeno al 40% della programmazione giornaliera!». In radio una canzone su tre deve essere italiana? Francesco De Gregori, tra i cantautori più amati, non ci sta e sbotta al meeting con la stampa: «Mi sembra una stronzata. Non so cosa sarebbe stata la mia vita da musicista se non avessi potuto ascoltare fin da piccolo tutte le canzoni straniere che ho sentito!». Una posizione netta quella del cantautore che con ironia ha sollevato un’altra questione: «Sarei favorevole soltanto al fatto che il 33,3% periodico venisse riservato alle MIE canzoni. Le radio non mi passano, come non passano tanta gente come me. Bisognerebbe interrogarsi su questo!». D’altronde è impossibile dargli torto e chi ascolta la radio sa perfettamente che molti artisti pagano lo scotto di essere poco trasmessi, alcuni poi purtroppo non ci sono più e il diritto di replica non può aver luogo.

Francesco De Gregori e il nuovo progetto Off The Record

Francesco De Gregori ha poi parlato del suo progetto Off The Record: «Dal punto di vista dello show business è una scommessa. È evidente che lavoriamo sottopagati, ma lo faccio perché mi piace suonare, perché mi piace provocare qualcosa che non è nell’aria e perché mi diverto. La stessa scaletta è un azzardo, proprio perché ruoterà attorno a 64 brani, alcuni anche meno noti del Principe: «Il concerto ha momenti di gravità, nei testi, nelle canzoni, nei ritmi. Un repertorio che se fossi andato a Sanremo non solo non sarei arrivato primo, ma anche il giudizio che non mi avrebbe premiato. Fare un concerto in un teatro da 230 posti ha senso perché forse queste canzoni vanno ascoltate in 230. Con la mia carriera, ormai non mi fischia più nessuno!».

«’Viva l’Italia’ è una canzone che negli ultimi tempi avevo rifiutato e che adesso invece sono fiero di avere scritto!»

Francesco De Gregori ha ribadito poi di non voler fare politica, anche le canzoni W l’Italia e Ma che razza de città in apertura hanno un significato: «Non è casuale, ma non ve lo devo spiegare io. Voglio rivendicare un sentimento di amore e di speranza per questo Paese! Comunque “Viva l’Italia” è una canzone che negli ultimi tempi avevo rifiutato e che adesso invece sono fiero di avere scritto e di avere cantato. Anche se non è necessariamente legata all’attualità politica, credo che indicare un sentimento di amore e di speranza per questo paese possa essere importante per me e per tutti quelli che appena sentono l’attacco, ‘na-na-na-na-na’, provano gli stessi sentimenti. Sono quelle canzoni che ti riescono bene e che riescono a identificare credo un sentire comune». Di questi live di De Gregori non resterà traccia: «Non registro niente, per questo si chiama Off the records. Citando Keats, saranno concerti scritti sull’acqua. Per me la musica live è così e questa dimensione mi porta a pensare che debba iniziare e finire qui ogni sera!».

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi", “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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