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Francesco Gabbani intervista, il vincitore delle Nuove Promesse: “Così è nata Amen, vi svelo il mio sogno più grande”

Francesco Gabbani le ha provate tutte al “Festival di Sanremo 2016”. Otto giorni fa il successo nella categoria “Nuove Promesse” dopo essere stato, momentaneamente, eliminato nella sfida con la rivale Miele. La sua “Amen” ha convinto la stampa sovvertendo il risultato della prima votazione fino ad arrivare alla vittoria finale. Adesso una nuova vita musicale per il toscano classe 1982, pronto a partire con l’”Instore Tour” per presentare il secondo album della propria carriera, “Eternamente Ora”. Contattato da UrbanPost, Gabbani ci ha raccontato le proprie emozioni a una settimana di distanza, svelandoci qual è il suo sogno più grande.

Ciao Francesco, partiamo dalla prima sera in cui sei salito sul palco dell’Ariston. Come hai vissuto l’iniziale eliminazione? E soprattutto, perché sei riuscito a convincere la stampa e meno il pubblico da casa?
“Eh, non è mica facile rispondere a questa domanda (ride, ndr.). L’idea che mi son fatto è che la stampa ha preso in esame una valutazione un po’ più tecnica rispetto al pubblico da casa, solitamente coinvolto emotivamente; inoltre, Miele aveva dalla sua tutta la Sicilia che non è poca cosa. Su come abbia vissuto quei momenti si può solo immaginare: ho messo in discussione tutta la mia vita artistica in quell’ora successiva. Però, lo dico sinceramente, ho apprezzato particolarmente la volontà dell’organizzazione di rimettere in discussione tutto dopo l’inghippo a livello tecnico. È stata una escalation emotiva, un crescendo di emozioni, fino ad arrivare alla vittoria finale.”

Possiamo essere un po’ “cattivelli”? Sei il vincitore delle “Nuove Proposte” e questo ti fa onore ma quando sei venuto al mondo l’Italia del calcio festeggiava da qualche mese il terzo Mondiale (1982, ndr.). Come mai ti stai affermando così tardi nel panorama musicale?

“Sì dai, anagraficamente non sono un giovincello ma ci sono stati anche altri concorrenti miei coetanei o poco più grandi come ad esempio Ermal Meta. Devo dire che il concorso “Nuove Proposte” ammette la partecipazione fino ai 36 anni e non sempre va inteso come giovani musicisti quanto più come nuovi artisti da far conoscere al pubblico italiano. Sanremo per me è una soddisfazione immensa per i tanti sacrifici e la passione che ho messo in questo settore nel corso della mia vita. Non ho mai mollato e adesso mi godo questa vittoria.”

Tra le cose più divertenti dell’ultimo “Festival di Sanremo” ci sono stati i commenti social. Il tuo “Amen” ha convinto il pubblico di Twitter a proporti come nuova colonna sonora dell’A.c.r.; scherzi a parte, ci racconti cosa ti ha spinto a scrivere questo testo e qual è il significato che vuoi attribuirgli?
“Il testo che ho portato in scena non ha alcun sfondo religioso ma semplicemente ho utilizzato un termine qual è “Amen” molto diffuso nella nostra cultura. Ho voluto dare un tono sarcastico ai problemi della nostra società che è solita fermarsi a qualcosa di improbabile come un miracolo piuttosto che provare a risolvere i propri problemi attraverso le proprie forze.

“Eternamente ora” è il tuo secondo album da solista dopo quello del 2013 dal titolo “Greitist Iz”. Ci racconti un po’ come è cambiato Gabbani in questi tre anni e cosa vuole portare sul palco con questi nuovi brani?
“Il nuovo album per me rappresenta il risultato di una gestazione perché è il lavoro di due anni in cui ho messo in discussione me stesso, le mie posizioni, i miei ideali musicali. Ho cambiato obiettivo della mia vita: non più fare musica per ottenere risultati ma solo per soddisfare me stesso. Ed è così che è nata la vittoria di Sanremo. Come sono cambiato? Beh, in “Eternamente Ora” è presente un sound elettronico che rappresenta una novità assoluta, direi una sorta di sperimentazione musicale. Nasco come musicista ed amo suonare qualsiasi strumento e, nel corso della mia vita artistica, l’ho sempre fatto prima di cambiare con questo nuovo progetto: tutto il disco è incentrato sui campionamenti. Le tematiche affrontate sono molto eterogenee in cui rappresento la società e la paura dell’essere umano fino all’analisi del sentimento amoroso.

Prima del “Festival di Sanremo” UrbanPost ha raccontato il successo degli ultimi dieci vincitori delle “Nuove Proposte”: non temi di restare sulla cresta dell’onda giusto il tempo di qualche mese e poi scomparire come tanti altri tuoi colleghi? Qual è la strada da seguire affinché questo non accada?
“Non ho una ricetta da seguire, penso che la strada migliore da seguire sia quella di portare la mia musica dal vivo e proseguire nella spontaneità che mi ha sempre contraddistinto. A prescindere dal successo il mio obiettivo è quello di restare sul palco, di affermarmi nella dimensione “Live” perché è quella che più apprezzo della musica. Il live è tutto, questo è il mio sogno più grande.”

Caro Gabbani, alcuni tuoi fan sentono il dovere di bacchettarti: spulciando il tuo profilo Facebook e andando ad analizzare le date del tuo tour “Instore” in tanti lamentano la totale assenza al Meridione. Che dici, li rassicuriamo attraverso UrbanPost?
“Attualmente siamo in giro per presentare il nuovo album negli “store” principali ma appena partiremo con il tour farò sicuramente diverse tappe al Sud. Anche perché nel Meridione c’è la possibilità di poter avere un calore ancora maggiore durante i concerti, una cosa che mi piace davvero tanto. Io sono in trepidante attesa per iniziare questo tour live, lo attendo quasi più di Sanremo. E se devo dire un’altra cosa sull’opportunità data dal Festival è che, adesso, mi conoscono in tanti e in questa prima settimana ho già potuto constatare una grande stima da parte del pubblico italiano.”

Hai vinto le “Nuove Proposte” ma sei entrato in contatto anche con i big in gara all’Ariston. Chi ti ha colpito di più?
“Senza ombra di dubbio Enrico Ruggeri, lo adoro da sempre e l’opportunità di poter scambiare quattro chiacchiere con lui è stato davvero emozionante: un confronto che mi ha fatto capire tanto per il mio futuro. Per quanto riguarda la vittoria finale, invece, sono molto felice per gli Stadio, il loro successo è stato il coronamento di una grande carriera.”

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