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Francesco Saverio Borrelli, Vittorio Sgarbi: «Stava a Di Pietro come la Treccani sta a Topolino!»

È morto ieri Francesco Saverio Borrelli all’Istituto tumori di Milano. Il magistrato, simbolo dell’operazione Mani Pulite, aveva 89 anni. Da alcune settimane era ricoverato nella stanza numero 3 dell’Hospice Virgilio Floriani. Nell’autunno scorso gli era stato diagnosticato un tumore al cervello che lo aveva costretto al ricovero all’ospedale San Raffaele. Borrelli si è spento circondato dall’affetto dei familiari, che fino all’ultimo, gli sono stati accanto: la moglie Maura Laura Pini Prato e la sorella, i figli Federica e Andrea, e i nipoti Francesco, Teresa e Sofia. Tra coloro che hanno commentato la notizia Vittorio Sgarbi, che ad “Adnkronos”, ha rilasciato delle dichiarazioni alquanto singolari. Ma si sa, dal critico d’arte ci si può aspettare davvero di tutto…

Francesco Saverio Borrelli, Vittorio Sgarbi: «Uomo intelligente, stava a Di Pietro come la Treccani sta a Topolino!»

«È stato popolarissimo, un uomo di straordinaria intelligenza e cultura, l’anti Di Pietro. Anzi, stava a Di Pietro come la Treccani sta a Topolino. Eppure si è fatto sconfiggere proprio da Topolino!», ha affermato ad “Adnkronos” Vittorio Sgarbi, che ha definito Francesco Saverio Borrelli, un uomo «intelligentissimo, coltissimo, grande megalomane, che però ha la responsabilità della distruzione della civiltà politica democratica rappresentata dai partiti», dice Sgarbi, secondo il quale Borrelli, «esaltato dalla voglia di notorietà, anziché dire a Di Pietro e agli altri del pool che guidava: ‘Fermatevi!’, li ha lasciati andare avanti decidendo che la politica andava lasciata nelle mani di Topolino…». «Un monumento di scienza» è stato Borrelli, che di Sgarbi era diventato amico.

«Si è lasciato trascinare e così siamo passati a…»

Sempre secondo Sgarbi Francesco Saverio Borelli è paragonabile a grandi personaggi di spicco della politica come «De Gasperi, Saragat, Nenni». Il critico d’arte ha poi concluso con forza: «Borrelli avrebbe potuto avere una funzione di equilibrio e invece si è lasciato trascinare da Di Pietro-Topolino. E così siamo passati da partiti come la Dc, il Psi, il Psdi, il Pli, totalmente distrutti dalla loro opera, a Forza Italia meglio noto come il partito di Berlusconi, alla Lega di Bossi, al Movimento 5 Stelle il cui nome ricorda un albergo e che è il partito di Grillo, o il Partito Democratico, che da ex Partito Comunista, che aveva un significato preciso, ha scelto un nome generico che non significa nulla».

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