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Francesco Schettino arrestato: la telefonata del fratello di una vittima dopo la sentenza

Naufragio Concordia, Francesco Schettino condannato anche in Cassazione, ieri 12 maggio poco dopo la lettura delle sentenza definitiva che lo ha condannato a 16 anni di carcere si è costituito.

Ore prima aveva lasciato la sua casa di Meta di Sorrento per trovarsi nei dintorni del carcere Rebibbia – dove è detenuto da ieri sera – per entrare nel penitenziario evitando flash e fotografi cui sicuramente si sarebbe imbattuto se avesse atteso in casa l’arrivo delle forze dell’ordine. E mentre si apprende che i difensori dell’ex comandante della Concordia preannunciano un ricorso alla Corte di giustizia Ue, arriva un’altra inaspettata notizia.

Concordia, Processo Francesco Schettino sentenza Cassazione: confermata la condanna a 16 anni

Francesco Schettino poco prima di varcare l’ingresso del carcere di Rebibbia – è l’Ansa a confermarlo – ha ricevuto la telefonata di un familiare di una delle vittime del naufragio. Pochi minuti dopo la conferma della condanna, Kevin Rebello, fratello di Russel, il cameriere indiano di 33 anni il cui cadavere fu recuperato per ultimo, il 3 novembre 2014, ha chiamato Schettino al telefono. “Ho visto la notizia su internet e ho pensato che anche lui ha una famiglia, una figlia”, ha detto Kevin, dando prova umana pietà, “Gli ha fatto molto piacere. Magari andrò a trovarlo in carcere, ma non ora”.

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