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Francesco Stella, Un Passo dal Cielo 3 e Solo per Amore: intervista esclusiva

Da Un Passo dal Cielo 3 a Solo per Amore, nonostante il grande successo di questo momento che lo vede protagonista, in contemporanea in due prodotti di punta delle ammiraglie avversarie, Francesco Stella ha un curriculum di tutto rispetto. Urbanpost lo ha intervistato raccogliendo impressioni su entrambe le fiction, ma anche qualche anticipazione a riguardo visto che con Terence Hill pare proprio che se ne vedranno delle belle soprattutto nelle ultime due puntate del prodotto della Lux Vide.

Un Passo dal Cielo 3 e Solo per Amore, due ruoli diversi e molto distanti fra loro. Come ti sei preparato per entrambi? Per il cattivo, non ho avuto grossi problemi perché ho una carriera da cattivo. Nel mio curriculum ho fatto più volte il codice penale (ride). Non ho fatto grossa fatica. In realtà l’unica cosa, rispetto ad altri ruoli, soprattutto poi si vedrà nelle ultime due puntate di Un Passo dal Cielo, ci sono state delle scene abbastanza fisiche, anche molto pericolose. Mi sono divertito molto. Diciamo che rispetto ad altri ruoli la difficoltà era più fisica, perché poi girando a 2500 metri fra inseguimenti, sparatorie, corse … ne sono successe delle belle.  Beh si vedrà soprattutto nelle ultime due puntate di Un Passo dal Cielo 3, tocca avere un po’ di pazienza. Mentre per Solo per Amore ho la fortuna di avere un fratello poliziotto e quindi avevo un consulente personale. Lo chiamavo tutte le volte per chiedergli come si fa il saluto, come si porta la pistola … . Insomma tutto in famiglia.

Quale ruolo ti ha dato la possibilità di inserire qualcosa del tuo carattere nel personaggio? Spero non in Un Passo dal Cielo, il personaggio è uno dei cattivi più cattivi che abbia mai fatto. Un uomo che costringe le donne a vendere il proprio corpo, ne prende i bambini e li vende a famiglie ricche; non è un ruolo che mi appartiene molto. Di Paternò posso dire l’onesta. Paternò è un uomo che si trova ad avere a che fare con un meccanismo più grande di lui e nonostante questo cerca di mantenere la propria integrità morale prima di tutto. Questa è una cosa che posso rapportare  anche alla mia esperienza attoriale. I meccanismi che regolano la nostra vita sono spesso molto complessi e mantenersi onesti in questa complessità non è sempre facile.

Come è stato interpretare l’antagonista di Terence Hill visto anche che l’antagonista, il cattivo della serie, viene visto nel peggiore dei modi dal pubblico, un po’, come dire, bistrattato? Ancora ne succederanno delle belle. So che non sarò molto amato dal pubblico come personaggio! Spero come spesso fortunatamente avviene che la gente distingua l’attore dal personaggio. Io sto notando anche nel mio piccolo, nel bar sotto casa, piuttosto che dal panettiere dove vai tutti i giorni che la battuta la fanno: “Ah così cattivo …. ma sei più simpatico qua”, (ride) è chiaro che Terence è giustamente un personaggio molto amato dal pubblico, essere il suo antagonista però è bellissimo. Essere l’antagonista di un professionista del genere e di un personaggio del genere dal punto di vista professionale è una bella fortuna. Sono molto contento di questo ruolo.

Anticipazioni? Adesso il personaggio, per due episodi, siccome l’ultima volta sono successi un po’ di casini tanto che tutti hanno pensato che Terence fosse morto, non ci sarà. Però diciamo che il mio personaggio non si arrende, anzi, tornerà molto arrabbiato, terribilmente arrabbiato, perché come non si arrende il mio personaggio non si arrende anche Terence, di conseguenza dovrò difendere i miei interessi. Siamo due ostinati, in maniera diversa, io a perseguire il male, lui a perseguire il bene, ma siamo due ostinati che si scontreranno.

Aneddoti dei due set? Guarda di Un Passo dal Cielo, non vorrei raccontarti qualcosa che ho già detto in altre interviste, però la scazzottata con Terence Hill è stata un momento molto emozionante, come sarà per  il momento più bello il finale che vedrete nell’ultima puntata. È stata una scena che io ricorderò per tutta la vita. L’intera giornata, per girare questa scena, siamo stati da soli io e Terence. Era una scena solo tra noi due e, anche se non ne avessi bisogno, ho capito ancora di più quanto fosse bello fare questo lavoro con un professionista del genere e quindi è una giornata che mi è rimasta nel cuore. Solo per Amore avevamo dei ritmi serratissimi, ci siamo divertiti veramente tanto a girarla. Dall’altra parte ho avuto un compagno di lavoro Kaspar Capparoni insieme anche a Simona Borioni che sono i due attori con i quali ho lavorato di più, con cui mi sono divertito parecchio. Le gag erano che loro due che erano in ufficio e io arrivavo portando il the invece che i documenti. Ci facevamo degli scherzi anche per alleggerire le giornate. I momenti per snellire la tensione servono, ci facevamo due risate e la giornata passava diversamente. Il nostro è un lavoro meraviglioso e quando capisci che si può lavorare divertendosi hai capito tutto di questo lavoro. È un periodo in cui è difficile lavorare con serenità perché è un periodo complesso come sappiamo tutti, quando riesci a lasciare queste complessità fuori dal lavoro hai fatto bingo!

Nel tuo curriculum ho letto che sei stato vice produttore creativo di Centovetrine. Avresti un consiglio da dare ai tuoi successori per rilanciare la soap e magari non farla diventare il Segreto italiano, perché si punta sempre a essere unici. In realtà, io sono un po’ fuori,  faccio fatica a rispondere a questa domanda anche perché non mi capita di guardarla perché in quell’orario non sono più a casa. Io so per certo che a differenza di quello che dicono in molti che sia stata spostata su Rete 4 per avere la scusa per chiuderla in realtà non è così. Il tentativo di spostarla su Rete 4 era per lanciarla in una fascia oraria diversa. Probabilmente il tentativo ha avuto delle difficoltà, però, in realtà, lo share sta salendo piano, piano. Quando dai uno scossone così grosso, quella è una fascia oraria che ha delle difficoltà, c’è un pubblico diverso, ci sono i tg, quindi hai la concorrenza che è molto più grossa, è chiaro che Mediaset, da quello che so io, non è che si aspettasse di fare 4 milioni su Rete 4, aveva aspettative più ridotte, aspettative, però, che in questo momento, in qualche maniera si stanno esaudendo. Spero che chi ama Centovetrine continui a seguirla anche perché io li ho un sacco di persone a cui voglio bene che ci lavorano, sia da un punto di vista attoriale che anche dietro le quinte. Il mio augurio più grande è quindi che i fan continuino a sostenere Centovetrine.

Nel 1999 sei stato protagonista del videoclip di Pino Daniele che ricorda ha del cantante? Beh non proprio protagonista. Eravamo un po’ di attori. La cosa che mi aveva stupito ai tempi, io non sapevo che Pino Daniele stesse male, in realtà Pino stava già male. Ho sentito che aveva dei grossi problemi al cuore. Pino era un periodo che non stava benissimo quando abbiamo girato questo video. Da quella volta in poi mi sono sempre meravigliato di quanto lottasse. Lui è uno che ha combattuto, è morto troppo giovane, aveva ancora tantissimo da regalare alla musica italiana, però ha combattuto veramente tanto, non si è mai arreso nonostante abbia avuto problemi fisici.

Progetti futuri? Sto lavorando per le cose mie e incrociando le dita c’è una roba in ballo, ma è sempre meglio non parlarne fintanto che non si è firmato un contratto. Incrociamo le dita.

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