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Francesco Totti ritiro dal calcio, il discorso del Capitano della Roma: “Mi levo la maglia per l’ultima volta”

Nel giorno di Totti per il ritiro dal calcio, ecco il discorso del Capitano della Roma, visibilmente commosso, davanti ad un pubblico delle grandi occasioni. Dopo il giro d’onore per salutare tutti i tifosi, un giro fatto insieme alla sua adorata famiglia, un giro che lo ha fatto fermare e piangere più e più volte, dopo aver lanciato un pallone fra la gente accorsa a salutarlo, Totti ha preso il microfono e ha iniziato a leggere la sua lettera in cui ha scritto: “Mi levo la maglia per l’ultima volta“.

Il discorso di Totti nel giorno del ritiro dal calcio, è iniziato con:Grazie Roma, grazie a mio fratello, ai parenti, agli amici, grazie a mia moglie, ai miei figli … è impossibile raccontare 28 anni di storia con poche frasi. Mi piacerebbe farlo con una canzone o una poesia, ma io non sono capace di farlo. Ho cercato di esprimermi in questi anni con i miei piedi, con i quali mi viene tutto più semplice. Sapete quale era il mio giocattolo preferito? Il pallone. Ad un certo punto della vita si diventa grandi. Maledetto tempo. E’è lo stesso tempo che quel 17 giugno 2001 avremmo voluto passare in fretta. Non vedevamo l’ora di sentire l’arbitro fischiare per tre volte. Oggi questo tempo è venuto a bussare sulla mia spalla per dirmi dobbiamo crescere, da domani sei grande. Non potrai più sentire l’odore dell’erba così da vicino“.

Totti ritiro 2017

La lettera è poi proseguita con: “Avete presente quando siete bambini e state sognando qualcosa di bello e vostra madre vi sveglia per andare a scuola mentre voi vorreste andare a dormire? Stavolta non era un sogno ma realtà. Io voglio dedicare questa lettera a tutti voi. Ai bambini che hanno tifato per me, a quelli che lo sono stati e a quelli che sono cresciuti e sono diventati padri. Mi piace pensare che la mia carriera diventi per voi una favola da raccontare. Ora è finita veramente. Mi levo la maglia per l’ultima volta. La piego per bene anche se non sono pronto a dire basta e forse non lo sarò mai. Adesso ho paura, non è la stessa cosa che si prova davanti alla porta per segnare un rigore. Questa volta non posso vedere attraverso i buchi della rete per scoprire cosa ci sarà dopo. Questa volta sono io che ho bisogno di voi e del vostro calore“.

E si è conclusa con: “Nascere romani e romanisti è un privilegio, fare il capitano di questa squadra è stato un onore. Siete e sarete sempre nella mia vita. Smetterò di emozionarvi con i piedi ma il mio cuore sarà sempre lì con voi. … Vi amo!”

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