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Franco Battiato, l’amico Roberto Ferri: «Cercano di tenere in vita qualcosa che è già morto»

Roberto Ferri, musicista e storico collaboratore di Franco Battiato dal 1979, ha rilasciato una lunga intervista a “Fanpage”. Alla vigilia dell’uscita dell’album Torneremo ancora, ultima raccolta del cantautore siciliano, che uscirà il prossimo 18 ottobre, Ferri ha raccontato della sua amicizia lunga tutta una vita con l’autore di Centro di gravità permanente, ma non solo. Questi ha parlato a cuore aperto delle condizioni di salute del cantante, lasciando intendere che ci siano poche speranze di guarigione. Una verità choc, una confessione sorprendente, che allarma i fan.

Franco Battiato, l’amico Roberto Ferri: «Cercano di tenere in vita qualcosa che è già morto»

«Cercano di tenere in vita qualcosa che è già morto», si apre così la toccante intervista pubblicata su “Fanpage”. E mentre Roberto Ferri pronuncia queste parole, la voce si strozza in gola per l’emozione. E per far capire le precarie condizioni di salute in cui verserebbe attualmente Franco Battiato il musicista ha confessato un aneddoto avvenuto un anno fa: «Durante tutto il pomeriggio mi arrivarono numerose sue chiamate. Componeva il mio numero, io rispondevo: “Franco, cosa c’è?” ma non proferiva parola. Sembrava un richiamo di aiuto. Era in grande difficoltà. Una telefonata fatta di silenzi. Poi arrivò Said (storico tuttofare di Battiato), visto che mi chiamava in continuazione, e ho saputo che stava cancellando tutti i numeri della sua agenda. Era rimasto solo il mio e continuava a chiamarmi. Siccome siamo stati profondamente amici l’ho interpretato come un “Sos”. Non aveva la possibilità di esprimersi, mugugnava. Vedevo che era lui, perché avevo il numero memorizzato sul cellulare, però non riusciva a dirmi niente di comprensibile».

«Franco non era tipo da avere peli sulla lingua. Entrava nelle questioni!»

Alla domanda “Lei non crede che Battiato si sia rimesso?”, Roberto Ferri ha risposto con fermezza: «No, vogliono farcelo credere. Perché Franco non era tipo da avere peli sulla lingua. Entrava nelle questioni. Si era permesso di dare delle “tro** disposte a tutto” alle parlamentari. Come mai ora non parla più? Allora capisci che è solo una operazione commerciale disgustosa!», ha detto il musicista alludendo all’album di Battiato Torneremo ancora prossimo alla pubblicazione. Per avvalorare la sua tesi il musicista ha poi aggiunto: «Erano anni che non stava bene. Lui all’inizio si rendeva conto e mi ripeteva: “Roberto, non ricordo le cose”. E io gli rispondevo: “Franco, stiamo invecchiando. Non ti preoccupare”. Invece lui stava già scendendo nel limbo. Erano 4-5 anni che aveva iniziato a perdere colpi e chi lo seguiva se ne era accorto!».

«Lui mi aveva scelto e viceversa. Mi è venuto a mancare un appoggio di fiducia!»

Un’amicizia nata tanti anni fa: «Sono stato uno dei primi a credere in lui, quando ero direttore artistico di una radio e lo trasmettevo in continuazione perché sentivo che rappresentava un’ondata nuova nella musica italiana. Mi è sempre piaciuto artisticamente. – ha raccontato Roberto Ferri – Lo consideravo e lui considerava me. Quando abbiamo realizzato un disco per promuovere la donazione degli organi, “La Cura” era cantata da vari artisti, ma lui mi disse: “La tua interpretazione è da star internazionale”. Mi ha gratificato enormemente. Gli artisti si scelgono tra loro. Lui mi aveva scelto e viceversa. Mi è venuto a mancare un appoggio di fiducia»

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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